Attenzione
Piano strutturale al via, ecco Lucca futura
Le linee guida: tre milioni e mezzo di metri cubi di edifici di pregio da recuperare, abbattimenti e inserti modernissimi
LUCCA. L’input è il recupero dei contenitori di pregio dismessi - dai tre milioni a tre milioni e mezzo di volumetrie complessivamente -, con saldo zero di edificato e senza escludere abbattimenti, condotti allo scopo di «risanare aree compresse», come le definisce il sindaco Alessandro Tambellini.
Sono ambiziosi i traguardi che si prefigge il nuovo piano strutturale della città. Tesi, per ammissione del primo cittadino, a riportare Lucca nel suo status di città ideale, per definizione insediamento urbano il cui disegno urbanistico riflette criteri di razionalità e armonia. In questa idea rinascimentale, un inserto rivoluzionario: Tambellini auspica nel centro storico realizzazioni architettoniche ultramoderne, «per fare in modo - spiega - che a Lucca si venga non solo per vedere i monumenti e i palazzi storici ma anche contemporanei».
Fra conservazione e innovazione. Il centro storico rivisto nella sua completezza compreso l’attuale ospedale Campo di Marte, l’area del mercato di Pulia, l’ex Manifattura esclusa dal Piuss, le ex officine Lenzi, l’ex pastificio Mennucci a Ponte a Moriano, l’ex manicomio di Maggiano: sono alcuni dei contenitori di pregio a cui il piano strutturale darà nuova destinazione. Senza escludere la possibilità di ricavare al loro interno alloggi, «ma in modo molto ragionato», sottolinea Tambellini. «Su Maggiano ad esempio - dice il sindaco - dobbiamo togliere i vincoli». E poi l’idea di abbattere quegli edifici che non hanno un senso nel loro contesto. «Non dobbiamo avere paura di soluzioni anche drastiche - continua Tambellini -. Ci sono quartieri che vanno sanati, ad esempio Pontetetto e San Vito. Noi vogliamo riportare in tutta la città il concetto di bellezza, armonia. Anche l’architettura contemporanea potrebbe entrare in città: basta con la paura della modernità. Dobbiamo impiantare costruzioni modernissime che invitino la gente a venire». Sì, perché il piano strutturale a cui l’amministrazione si accinge a dare il via si preoccuperà anche di incrementare il suo appeal per attirare un turismo particolarmente colto, «un turismo che non solo prende ma anche dà», è sempre Tambellini che parla. E che non dimentica di sottolineare, fra le linee guida del nuovo piano strutturale, la necessità di «assicurare continuità di lavoro alle aziende». Come sottolinea anche la necessità di pensare «alla manutenzione del territorio come costante: se sulle Mura si fossero spesi cinquantamila euro l’anno, non saremmo a questo punto».
Piano strategico e consulenze. In parallelo alla stesura del nuovo piano strutturale, che l’amministrazione si ripropone di adottare entro l’autunno del 2014, si è dato il via anche alla realizzazione di un piano strategico. Con un impegno economico di diecimila euro, l’incarico è stato assegnato a Imt, l’università cittadina. Quello che si chiede al piano strategico è di studiare cosa Lucca diventerà nei prossimi trent’anni: indirizzi preziosi per riprogrammare la città anche dal punto di vista urbanistico. Fra consulenze e spese di pubblicazione, per il piano strutturale l’amministrazione spenderà circa centomila euro.
Il team. Il dirigente comunale preposto al piano strutturale è l’ingegnere Antonella Giannini, dirigente di recente nomina a urbanistica e lavori pubblici. I progettisti sono gli architetti Fabrizio Cinquini e Gilberto Bedini, già scelti per lo studio di una variante urbanistica dall’amministrazione di Mauro Favilla: poi l’incarico era stato sospeso ed è stato adesso riattivato. «Il piano strategico - sottolinea Cinquini - ci aiuterà a capire politiche e risorse sovralocali a cui poter attingere». Mentre Bedini si rallegra del fatto che con uno staff così organizzato «finalmente l’architetto potrà dedicarsi al suo compito precipuo: disegnare la città e il suo territorio». Nello staff dell’ufficio di Piano anche gli architetti Carla Villa e Michela Biagi, il geologo Paolo Sani che si occuperà di indagini geologico tecniche, l’ingegner Barsotti per indagini sismiche. Inoltre, la consulenza legale è affidata all’avvocato Elisa Burlamacchi dello studio Morbidelli di Firenze; il garante della comunicazione è la dottoressa Nicoletta Papanicolau, alta professionalità del Comune. E poi il professor Massimo Morisi, garante regionale per la comunicazione per il governo del territorio. «Ho accettato volentieri - dice Morisi - perché Lucca è una delle città-mito del mondo, e ha un assetto da recuperare».
L’esclusione di Polis. Polis, società di trasformazione urbana di Lucca Holding, non sarà coinvolta nel piano strutturale. «Non possiamo dare a Polis compiti che non le spettano - dice Tambellini -. Non compete al Comune l’attività speculativa. Polis potrà semmai intervenire in contesti come Campo di Marte e Manifattura».
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