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Tambellini: ora prendo provvedimenti

Tambellini: ora prendo provvedimenti

Il sindaco continua a dire che la vicenda n on presenta lati oscuri, ma pure il centrosinistra lo incalza perché faccia chiarezza

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LUCCA. «Ho preso le mie decisioni e domani (oggi per chi legge, ndr) le comunicherò». Parola di sindaco, che prende impegno con la città di fare chiarezza sulla vicenda delle proiezioni natalizie dell’associazione “Città infinite” non autorizzate sulle facciate del Giglio e di piazza Bernardini e poi sospese da Tambellini che da alcuni giorni parla di “errori di procedura”. Che gli sbagli ci siano stati è chiaro a tutti. Le proiezioni - anche pubblicitarie - secondo il Comune non erano infatti autorizzate per iscritto e a creare problemi di opportunità, e quindi imbarazzi, c’è anche l’aspetto delle sponsorizzazione arrivate a “Città infinite”, lo società di cui è stato presidente il fratello di Andrea Arrighini, consulente del Comune per il turismo.

Un pasticcio, insomma, anche se a Palazzo Orsetti non si ravvisano profili di legittimità e si ricorda che il Comune non ha subito alcun danno.

Il clamore suscitato dalla vicenda fa arrabbiare non solo il centrodestra, che chiede la testa di Arrighinbi e dell’assessore al turismo, Massimo Tuccori, accusato di aver gestito la vicenda da dilettante. Tira brutta aria anche nel centrosinistra, lucchese e non, dove le critiche contro la gaffe dell’amministrazione non si risparmiano.

Anche nel gruppo consiliare di maggioranza (e pure tra gli assessori) c’è chi storce la bocca e ritiene che occorra prendere immediate decisioni per cancellare le ombre. Insomma, a muovere critiche non sono solamente i renziani; dubbi, sia pure espressi a taccuino chiuso, ci sono anche nella parte del Pd vicina a Tambellini.

Il sindaco, che appare provato da questa infelice storia senza alcun sapore natalizio, rivendica però la sua autonomia. E dice di non volersi far dettare i tempi «da nessuno». Aggiunge: «Non mi faccio imporre alcunché sul nulla, perché qui stiamo ragionando del nulla. I soldi sono stati restituiti. Ci sono stati, è vero, errori nel percorso. Ma nessuno ha rubato niente. Nessuno si è messo in tasca un solo centesimo. Dove sta l’elemento scandaloso? C’è stato uno sbaglio e ho chiesto scusa».

Ma Tambellini sa bene che il caso non si può chiudere così. Con quattro parole. A lui, criticato per non mostrare il decisionismo di altri primi cittadini (come il compagno di partito Giorgio Del Ghingaro, ma anche come Maurizio Marchetti esponente del centrodestra o, prima ancora del lucchese Pietro Fazzi), la sua parte politica chiede un gesto forte. Di chiarezza. Di trasparenza. «Datemi il tempo che serve - continua il sindaco - e chiarirò tutto. Però in questo momento non voglio sentirmi addosso pressioni da parte di nessuno. Ci sarà il massimo rigore morale, su questo tutti possono stare tranquilli. Ma occorre rendersi conto che sono coinvolte persone, da rispettare». Oggi potrebbero esserci sviluppi. Da giorni in Comune si parla della possibilità che Andrea Arrighini anticipi eventuali mosse dell’inquilino di palazzo Orsetti e presenti una lettera di dimissioni. L’avrebbe già scritta e conterrebbe non solo la difesa del suo operato (e quindi di Tuccori, con il quale lavora a stretto contatto e con il quale condivide la stanza al primo piano e anche la scrivania) ma anche una ricostruzione di altre vicende cittadine delle ultime settimane destinate a suscitare nuove polemiche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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