Sicurezza
Esposto in procura di Governare Lucca sul Campo di Marte
LUCCA. Nuovo esposto alla magistratura del gruppo consiliare di opposizione Governare Lucca sul destino del Campo di Marte. «Gli atti sono pronti, tra pochi giorni salirò le scale della Procura»...
LUCCA. Nuovo esposto alla magistratura del gruppo consiliare di opposizione Governare Lucca sul destino del Campo di Marte. «Gli atti sono pronti, tra pochi giorni salirò le scale della Procura» annuncia il leader Piero Angelini. Che conduce una battaglia, spiega, affinché l’ospedale che tra qualche mese sarà rimpiazzato dal San Luca resti di uso pubblico, «ma anche perché i 23 milioni quota di compartecipazione dell’Asl 2 alla realizzazione del nuovo nosocomio devono arrivare dall’alienazione del Campo di Marte, ma anche dalla dismissione di tutti gli edifici della sanità pubblica: Maggiano, Arliano e Carignano (quest’ultimo già venduto seppur non debitamente valorizzato)».
Secondo Angelini, che ha illustrato la posizione di Governare Lucca insieme all’ex consigliere comunale Giorgi e ad Annarumma, sulla vicenda mancano trasparenza e confronto. «Ribadiamo il giudizio negativo sull’operato dell’amministrazione Tambellini. Non soltanto il sindaco non ha contrastato la politica della Regione, ma, con particolare riferimento all’urbanistica, ha compiuto atti negativi. Ha proseguito sulla strada tracciata da Favilla, che aveva compiuto scelte sbagliate. Lo dimostreremo con una serie di mozioni che a breve presenteremo in consiglio comunale».
Nel mirino quelli che Angelini definisce «gli stravolgimenti» del regolamento urbanistico. «Abbiamo sempre contestato questo modo di agire prima con un ricorso al Tar e poi facendo appello inascoltato a Tambellini: 166 disposizioni manipolate tra cui, oltre a quelle per il Campo di Marte, quelle relative a piazzale Verdi, Manifattura e Coop di San Filippo. Facciamo quindi un ulteriore esposto alla Procura per denunciare che il regolamento urbanistico è stato stravolto, nel caso del vecchio ospedale, per favore la Regione con atti che secondo noi configurano ancora un volta l’ennesimo abuso d’ufficio e falso in atto pubblico».
Per salvare il Campo di Marte, dice Angelini, «dalle pretese della Regione che può avviare procedure coattive» occorre «ripristinare la normativa del regolamento urbanistico prevista con l’adozione della variante e stravolta in modo illegittimo».
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