Il dolore
Bocciato il ricorso sull’ex Manifattura
A presentarlo l’azienda cui era stato revocato l’appalto, ma è arrivato con due giorni di ritardo rispetto alla scadenza
LUCCA. Due giorni, solo due giorni di ritardo. Quelli che sono costati alla “Costruzioni Generali” (CoGe) di Parma l’ultima possibilità di ricorrere contro la decisione del Comune di Lucca di toglierle l’appalto per la progettazione esecutiva e il restauro dell’ex Manifattura tabacchi e di affidarlo a una “cordata” di imprenditori lucchesi insieme all’Unieco di Reggio Emilia. Ora, dopo la decisione del Consiglio di Stato, potrebbe essere davvero la volta buona per partire con i lavori di quello che è l’intervento più importante del Piuss.
Una vicenda intricata, con una gara andata avanti molto più a lungo di quanto preventivato dal Comune. Dopo gli annullamenti dei primi due affidamenti (a fine 2011 e a luglio 2012), l’appalto (da 11 milioni di euro) era stato provvisoriamente assegnato alla CoGe, terza classificata in graduatoria.
Questo, almeno fino al dicembre 2012, quando il Comune aveva revocato anche questo affidamento, consegnando progettazione e lavori a Unieco insieme a Martinelli impianti, Rama e Michele Bianchi & C. Il motivo? In sede di verifica dei requisiti, la CoGe aveva scoperto che uno dei progettisti incaricati era incappato, in passato, in alcune irregolarità fiscali. A termine di codice degli appalti, abbastanza per escludere l’azienda dalla gara.
La CoGe allora aveva provato a sostituire il professionista, ma il Comune aveva rifiutato l’autorizzazione. Provvedendo, anzi, a revocare l’affidamento e a consegnarlo a Unieco e soci.
Il Tar della Toscana, a giugno, aveva dato ragione al Comune con una sentenza notificata a CoGe a cura di Palazzo Orsetti il 20 settembre scorso. Da quel momento, ricordano i giudici del Consiglio di Stato, partivano i 30 giorni per presentare ricorso, che scadevano così il 21 ottobre (visto che il 20 era un festivo). L’atto di appello di CoGe, però, è stato consegnato per la notifica all’ufficiale giudiziario il 22 ottobre, ed è stato trasmesso per posta il 23 ottobre, a termine ormai scaduto.
Per questo i giudici amministrativi hanno dichiarato “irricevibile” il ricorso, aprendo così la porta a quello che è il lavoro più importante del Piuss, che permetterà di ricavare un polo d’impresa ad alta innovazione tecnologica, strutture per l’alta formazione connesse al trasferimento tecnologico e di un centro di competenza e tecnologie per arti e spettacolo.
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