Sicurezza
Bancomat salta in aria, via 50mila euro
Quattro banditi con il volto travisato prendono di mira tre istituti di credito e fuggono a bordo di un’auto
ALTOPASCIO. A volte ritornano. E lo fanno soprattutto nel periodo natalizio quando i bancomat sono carichi e il bottino decisamente ingente. In Lucchesia la banda della lancia termica non si faceva viva dalla fine del 2012. Dopo un flop all’agenzia della Banca Popolare di Pistoia e della Lucchesia in via delle Cerbaie ad Altopascio. Stavolta la gang - che nella stessa notte tra venerdì e sabato ha fatto saltare in aria tre casse continue - riempie di esplosivo il bancomat dell’agenzia del Monte dei Paschi di Siena in piazza Umberto ad Altopascio e la deflagrazione fa tremare i vetri delle finestre delle abitazioni vicine devastando sia esternamente che internamente lo sportello bancario. Obiettivo i 60mila euro che venerdì pomeriggio sono stati inseriti nella cassetta metallica dello sportello bancomat nel cuore del paese. Per i malviventi missione compiuta. Il bottino ammonta a 45-50mila euro escludendo i soldi prelevati nella serata di venerdì da correntisti e titolari di carte bancomat e le banconote «bruciacchiate» (3-400 euro) nell’esplosione. Un testimone che era rientrato a casa dal lavoro poco prima e che si trovava a letto è stato svegliato da boato mentre un dipendente di un bar ha visto allontanarsi dalla zona una berlina che si dirige verso la Firenze-Mare.
Il racconto. Sono le 4,20 quando l’Audi A6 station wagon scura si dirige verso lo sportello del MPS tra via Tripoli e piazza Umberto. Scendono quattro individui (forse uno, l’autista, resta al posto di guida): passamontagne e sciarpe con i guanti per evitare di lasciare impronte digitali. Il sistema di videosorveglianza esterno registra la rapidità d’azione del commando. Inseriscono della miscela esplosiva - comunque non acetilene - nella cassetta metallica dello sportello bancomat e attraverso un innesco lo fanno saltare in aria. L’effetto è dirompente. Come lo scoppio di una bomba in piena notte. Sono in tanti a svegliarsi e ad accendere la luce alle finestre affacciate sulla strada ai piani alti degli edifici situati accanto alla banca. I pezzi dell’apparecchio schizzano a decine di metri di distanza e la vetrata d’ingresso finisce in frantumi. E il tremendo scoppio reca danni ingenti - che verranno quantificati nei prossimi giorni dai tecnici dell’istituto di credito - anche all’interno della struttura. I ladri sono velocissimi: s’impossessano del forziere contenente il denaro, risalgono in macchina e si dileguano nella notte forse imboccando l’A11. Il tutto in meno di dieci minuti. I carabinieri di Altopascio e quelli del nucleo operativo diretti dal capitano Sergio Sebastiano Pennisi arrivano sul posto in pochi minuti. Ma della banda non c’è traccia. La scientifica effettua i rilievi e la polvere pirica utilizzata per provocare l’esplosione è stata repertata. Rispetto alla tecnica dell’acetilene, una soluzione chimica che attraverso l’innesco riempe di gas la cassetta metallica provocando la deflagrazione, quella usata dalla nuova gang del bancomat appare più devastante e in grado di produrre danni maggiori alle strutture.
L’inchiesta. È in corso un’attività d’intelligence con gli altri comandi dei carabinieri e le altre questure per capire se ad agire ad Altopascio è stata la stessa banda organizzata che ha colpito verso l’una di notte la Cassa di Risparmi di Volterra in via Ciardi a Livorno facendo saltare il bancomat e impossessandosi di 40mila euro contenuti nello sportello e prima ancora la cassa continua di una banca nel Valdarno.
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