Un anfiteatro per le corse nell’area di piazzale Verdi
È l’ipotesi degli archeologi sui resti affiorati durante gli scavi per il restauro e la nuova disposizione della zona alberata. Trovate anche fortificazioni
LUCCA. «Qualcuno potrebbe considerare tutto questo una forma di dispersione economica non necessaria, ma quando conseguiamo risultati come quelli visibili a tutti in Piazzale Verdi, non possiamo non pensare che questi soldi siano stati spesi bene». A dirlo è Giulio Ciampoltrini della Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, in occasione della presentazione dei numerosi reperti rinvenuti in seguito alla partenza dei lavori di preparazione delle “zollature” degli alberi da sistemare nell’area centrale del Parco delle Rimembranze. Il frutto dell’impegno di mesi delle archeologhe Elisabetta Abela, Susanna Bianchini, Serena Cenni e Maila Franceschini, è oggi sotto gli occhi di tutti. Dopo aver avviato un saggio nel settore sud-est del piazzale ed individuato i resti strutturali della cinta muraria duecentesca, la superficie di scavo è stata ampliata, liberando un fronte di 9metri per 9 che consentisse un’indagine stratigrafica approfondita. Le buche di palo circolari, individuate nei livelli superiori del tratto interessato, hanno finito per rendere plausibile l’ipotesi portata avanti dalle dottoresse, secondo cui ci troveremmo di fronte proprio ai resti della pista e delle strutture lignee perimetrali dell’anfiteatro delle corse del XIX secolo. La sequenza di piani sovrapposti e i rifacimenti delle buche di palo, evidenzierebbero i ripetuti interventi di restauro e rinnovo delle strutture, mentre, a quota inferiore, la serie di alloggiamenti in muratura, anch’essi allineati su una direttrice curvilinea, sarebbero da riferire ai pali di sostegno delle gradinate lignee della prima fase dell’anfiteatro, costruito nell’area nel XVII secolo. «Negli ultimi giorni, sono state riconosciute anche alcune fortificazioni di epoca medievale che delimitano tre ambienti – spiega Elisabetta Abela – di cui abbiamo riportato alla luce anche le pareti rivestite da intonaco, il pavimento di ciottoli e una stuoia utilizzata forse dalle guardie per distendersi». Successivamente, gli scavi si sono concentrati sul lato esterno alle stesse fortificazioni, dove è affiorato uno scarico di ossa animali, prevalentemente mascelle di bovini e suini, probabilmente da ricondurre alle attività di macellazione svolte negli ambienti annessi alle mura. Ancora fuori da questi vani, è stata rintracciata una delle sponde di un canale artificiale di epoca romana. Nuovi saggi sono stati poi avviati nel settore centrale di Piazzale Verdi. In questo tratto, ad emergere è stata, oltre ad un cordolo di ciottoli leggermente curvo, anche una moneta del 1826, identica a quella riportata alla luce fra settembre e ottobre nella zona nord-occidentale. «Ciò ci ha permesso di ricondurre i ritrovamenti all’intervento che il Nottolini fece proprio in quell’anno nell’Anfiteatro delle corse e di accostarlo alla ripresa dell’attività della Zecca di Lucca nello stesso periodo. – afferma Susanna Bianchini – Con un volo di fantasia, possiamo immaginarci una festa di inaugurazione oppure un uso propiziatorio di gettare le monete durante le corse per ingraziarsi la fortuna e far vincere il proprio cavallo. Alla luce di quanto scoperto, è sicuro che si tratti del livello ottocentesco dell’Anfiteatro». In questa zona, man mano che verranno completati gli studi, per motivi di sicurezza, le aperture saranno richiuse, mentre il sito più vicino alla biglietteria Vaibus, verrà coperto dopo le feste.
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