Attenzione
«Quello diceva che mi avrebbe ammazzato»
La testimonianza del compagno della titolare. Nel 2011 a “Il Papiro” un maxi furto la vigilia di Natale
ALTOPASCIO. Ha agito senza sapere che dietro di sè c’era un bandito armato di fucile che non ha esitato a fare fuoco rischiando di colpirlo e forse ucciderlo a giudicare dal foro provocato nel controsoffitto del bar forse con una doppietta. «Pensavo che fosse in atto una lite tra ubriachi. - racconta Sergio Colombo - E così quando ho visto un cliente a terra e due individui che si trovavano addosso a lui ho preso una sedia che si trovava nel locale e ho iniziato a colpire uno dei due che si accaniva con l’avventore a terra». Quando ho visto il fucile puntato addosso il dipendente-compagno di Donatella Felici è sbiancato. «Sparo, sparo, ti ammazzo» le parole pronunciate con accento straniero del malvivente armato che nella concitazione aveva perduto il casco e nella lotta rotto il passamontagne. «Ho creduto che quel bandito mi avrebbe davvero ucciso sparandomi in testa - prosegue il dipendente del ristorante - In quegli istanti mi è passata davanti tutta la vita». Attimi lunghi un’eternità e conclusisi nel modo migliore. Il giovane cliente - finito a terra perché la gang lo ha fatto cadere dalla sedia accanto alle slot machine - si è rialzato e ha iniziato a spingere il bandito con il fucile. Una colluttazione terminata con un colpo esploso in aria e finito nel tabellone del controsoffitto: «Ha provocato un buco di dimensioni tali che all’interno ci passa una mano» dice ancora sconvolto Sergio Colombo. «A quel punto - le fa eco la compagna e titolare de «Il Papiro» - il terzetto è fuggito con il bottino: uno è passato dalle cucine che danno sul retro, gli altri dalla porta principale». Non è la prima volta che il bar-ristorante viene preso di mira dai malviventi. «Alla vigilia di Natale di due anni fa -racconta Donatella Felici che gestisce il locale da 8 anni - subimmo un furto da 20mila euro in un orario compreso tra le 4 e le 6 del mattino. Ci provarono anche all’Epifania senza riuscirci». (l.t.)
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