Il Tirreno

Lucca

Commercio, lavoratori a rischio

di Barbara Antoni
Commercio, lavoratori a rischio

In arrivo cassa integrazione, contratto di solidarietà e mobilità in parecchie aziende

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LUCCA. Si profila un Natale di reale austerità per centinaia di lavoratori dei comparti commercio e servizi su tutto il territorio provinciale. Cassa integrazione, contratto di solidarietà, procedure di mobilità e incertezze sul mantenimento di orari e posti di lavoro sono i problemi più frequenti.

Appalti in scadenza. Oltre quattrocento gli addetti che stanno col fiato sospeso. Sono quelli impiegati nel settore pulizia e cucina dell’ospedale Campo di Marte e le collaboratrici scolastiche delle scuole. «Gli appalti relativi all’ospedale - spiega il segretario della Filcams Cgil Massimiliano Bindocci - scadranno con il trasferimento dell’ospedale nella nuova sede. Una questione che riguarda al momento 90 addetti alle pulizie delle cooperative Coopservice e Morelli, e 40 alle cucine, della coop Alisea. Nel nuovo ospedale Coopservice avrà tutte le pulizie e la coop Pellegrini le cucine. Abbiamo firmato un accordo con la Regione per il mantenimento dei livelli occupazionali, ma le coop nuove assegnatarie stanno sollevando problemi sul mantenimento degli orari e dei livelli di retribuzione». Quanto alle collaboratrici scolastiche, dal primo gennaio tutti gli appalti passeranno alla Dussman. «Ci stiamo battendo per il mantenimento dei livelli occupazionali - dice Bindocci -, Dussman vuole assumere il personale esistente con contratti a orario ridotto. Fra Lucca, Piana e Garfagnana sono circa trecento addetti, al momento alle dipendenze delle coop B&B, Miorelli, Compass e Nuovi Orizzonti che dovranno affrontare il passaggio alla nuova coop. Per la maggioranza sono donne, una parte viene dai lavori socialmente utili: lavoratori che a forza di tagli si trovano a doversi arrangiare per vivere».

Grande distribuzione. «Dappertutto ferite, anche se non di grosse dimensioni», premette Bindocci. E comincia a snocciolare le situazioni già avviate. «È già in essere il contratto di solidarietà per i cento addetti del Mercatone, con sedi anche ad Altopascio e Lucca, idem per Carrefour che in provincia ne conta 170. Mobilità aperta, volontaria, anche alla Conad, dove è prevista l’uscita di circa cinque persone, e all’Unicoop Tirreno. Bloccato il turn-over a Mediaworld e Metro, che appartengono allo stesso gruppo», aggiunge il sindacalista.

Il caso Esselunga. La chiusura annunciata per lavori di ristrutturazione dell’Esselunga di Marlia - spiega Bindocci - a partire dal prossimo 7 gennaio ha portato con sè la chiusura di molti dei negozi della galleria: chi aveva dipendenti li ha licenziati».

In crisi anche il giocattolo. Cassa integrazione aperta, annuncia il sindacalista, anche per i dipendenti del gruppo Incaba, con più negozi sul territorio provinciale.

Negozi di vicinato e studi di professionisti. Anche da questi settori cominciano a manifestarsi preoccupazioni. Legate soprattutto, spiega Bindocci, a «ritardi di pagamento degli stipendi e a tredicesime che stentano ad arrivare nelle tasche dei lavoratori». Per quanto riguarda il commercio di vicinato, i settori che più stanno risentendo della crisi sono quelli che vendono beni durevoli, dall’auto ai gioielli, nemmeno abbigliamento e calzature possono stare tranquilli. «Anche il settore della ristorazione è nel dolore», sottolinea il segretario della Filcams. Ma il dato più nuovo è quello dei dipendenti di studi di «commercialisti, notai, dentisti. Ci sono dipendenti in cassa integrazione, alcuni rischiano il licenziamento. Significa che tanta gente, oggi, non rispetta i pagamenti delle parcelle ai professionisti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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