Il Tirreno

Lucca

Allarme-bomba in tribunale

Allarme-bomba in tribunale

Evacuata per un’ora e mezzo anche la procura dopo una telefonata minatoria

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LUCCA. La telefonata arriva poco dopo le 10. Alla centralista, un uomo dice poche parole: «C’è un bomba in una delle aule del tribunale». Poi riattacca. Scatta subito l’allarme e così a spezzare la routine a palazzo di giustizia, nell’ex ospedale Galli Tassi, è la paura che ci sia davvero un ordigno nascosto. Tutto si rivela poi un falso allarme. Ma intanto per quasi un’ora e mezzo la telefonata minatoria costringe il personale della procura e del tribunale a star fuori dal palazzo. Insieme ad avvocati, imputati e testimoni. Arriva infatti l’ordine di evacuare ogni stanza mentre carabinieri e polizia bonificano le quattro aule di udienza. A ruolo non ci sono dibattimenti di particolare rilievo, quindi l’ipotesi è quella di uno stupido scherzo. A chiarirlo saranno le indagini: la telefonata è partita da un’utenza del distretto telefonico di Roma, e questo particolare ha destato qualche sospetto. L’autore della denuncia se identificato sarà denunciato per procurato allarme e interruzione di pubblico servizio.

La situazione torna alla normalità alle 11,30 quando giunge l’ordine di far rientrare intanto i dipendenti. Poco dopo via libera anche per gli altri, il che permette la regolare ripresa dell’attività. Nessun processo viene infatti rinviato per l’allarme-bomba.

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