Il Tirreno

Lucca

Agrario, l’eccellenza figlia di nessuno

di Nadia Davini
Agrario, l’eccellenza figlia di nessuno

L’istituto di Mutigliano, in stato di degrado, affondato dal rimpallo di competenze tra Comune e Provincia, mai risolto

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LUCCA. Il progetto c'è. Di massima, ancora da approfondire, ma c'è. I soldi, invece, vanno trovati. Quello che manca, però, è la chiarezza: a chi appartiene l'istituto agrario di Mutigliano? Chi deve fare gli interventi? Per legge, la competenza sugli istituti superiori spetterebbe alla Provincia. Ma in questo caso le cose si fanno un po' più complesse e lo scarso coordinamento e la diffusa confusione che si sono susseguite negli anni, hanno portato il “Busdraghi”, vera e propria eccellenza locale, a scivolare, sempre più, in uno stato di degrado e scarsa sicurezza.

La proprietà. L'immobile, infatti, è di proprietà del Comune e, a differenza di tante altre scuole superiori presenti sul territorio provinciale, in questo caso non è mai stato fatto il passaggio di proprietà. Con il (triste) risultato che, ad oggi, né Comune né Provincia partecipano ai bandi ministeriali o locali per intervenire sulla struttura, dove uno dei requisiti richiesti sono, guarda caso, la proprietà e la responsabilità sullo stabile. Così versa nell’incuria totale la scuola di Mutigliano, quasi trecento studenti iscritti, lezioni teoriche e pratiche, lavoro nei campi, studio approfondito dei processi di coltivazione di alberi, fiori, viti e olivi e partecipazione a numerose manifestazioni di valorizzazione del territorio (Murabilia, Primolio/Primovino) con, da ultimo, la firma della convenzione con l'Istituto nazionale per l'economia agraria (Inea). Prima è stato il freddo, con il riscaldamento che non funzionava. Poi i muri, scrostati e sporchi. Poi il tetto, vecchio e malconcio. E infine l'acqua, che quando piove entra in alcune aule e genera uno stato di diffuso malessere.

Il degrado. Oggi l'istituto agrario, che vanta un affaccio mozzafiato sulla pianura abitata circostante e un crinale tutto tappezzato di uliveti e vigneti, si presenta così: con un'area chiusa per instabilità strutturale e il resto della struttura che necessita, con urgenza, di interventi approfonditi di ristrutturazione, di riqualificazione, magari favorendo gli interventi di bioedilizia e sostenibilità energetica, e messa in sicurezza.

Le priorità. Chiaro è che il primo obiettivo da raggiungere è la firma della convenzione tra Provincia e Comune, che definisca una volta per tutte fin dove l'amministrazione di Palazzo Ducale può e deve intervenire e quali aree, invece, resteranno sotto la giurisdizione di Palazzo Orsetti. Proprio per sciogliere questo nodo ad ottobre alcuni genitori dell'istituto hanno dato vita a un coordinamento con lo scopo di sollecitare le amministrazioni pubbliche preposte alla conservazione, risanamento e potenziamento della scuola. «Il punto debole di questo istituto – spiegano i genitori – è legato principalmente alla vetustà della costruzione e alla manutenzione che, al di là delle enunciazioni di principio, le amministrazioni succedutesi fino ad oggi non hanno, di fatto, favorito. Anche perché continua ad esistere un problema di proprietà e di competenza: la proprietà, infatti, è del Comune, mentre la manutenzione spetterebbe alla Provincia. Risulta che, delle centinaia di migliaia di euro destinate alle scuole lucchesi, il “Busdraghi” non abbia visto un euro, neppure per riparare il tetto che sta diventando un problema a tutti gli effetti». Così a metà novembre si sono incontrati, a scuola, con il sindaco, Alessandro Tambellini, nonché professore in aspettativa dell'agrario, il presidente della provincia, Stefano Baccelli, l'assessore all'istruzione, Mario Regoli e con il dirigente scolastico. «In quell'occasione ci è stato detto che era pronta una convenzione – continuano i genitori della scuola – che avrebbe permesso alla provincia di agire in prima persona, dandoci appuntamento a festività natalizie finite. Il 7 dicembre abbiamo inviato un'email tramite Pec all'indirizzo Pec delle due amministrazioni locali per richiedere lumi e aggiornamenti circa lo stato di avanzamento/firma della convenzione. Ma non ci ha risposto nessuno».

L’appello a Rossi. Nel frattempo si sono rivolti anche al governatore Enrico Rossi e «stiamo attendendo risposte. Se tutto resterà fermo, non escludiamo la possibilità di percorrere anche le vie legali». La convenzione, per dirla tutta, non c'è ancora. Ma l'assessore Regoli assicura che sarà pronta in «tempi brevissimi». «La parte più complicata è stata risolta – spiega – durante l'incontro con i genitori. Abbiamo chiarito la situazione e abbiamo deciso di scrivere e firmare una convezione, nella quale vengano stabilite quali parti della struttura ricadano sotto la competenza della Provincia e quali, essendoci anche la scuola media, del Comune. Ora spetta agli uffici scrivere il testo: è questione di poco tempo. Si andrà a dopo le feste».

Progetti. Negli interventi effettuati dalla Provincia nelle scuole superiori lucchesi, grazie al bando da 20milioni di euro della Fondazione Carilucca per l'edilizia scolastica, l'agrario di Mutigliano non compare. «Insieme all'elenco di tutti gli interventi e ai progetti nel dettaglio – conclude Regoli – abbiamo allegato delle richieste aggiuntive, che comprendevano anche il “Busdraghi”. Un modo per far capire che ci sono esigenze ulteriori e anche parecchio grosse. La cifra per ristrutturare, riqualificare e risanare l'agrario ammonta sui 7milioni di euro, cifra che avrebbe assorbito quasi tutti i soldi del bando della Fondazione, destinati anche alle altre scuole superiori. Noi comunque abbiamo pronto un progetto di massima sull'istituto, non appena sarà pronta la convenzione, potremmo muoverci per cercare i soldi». Di spostare l'istituto in un'altra struttura non si parla proprio. Anche perché l'agrario, come scuola, oltre all'edificio in sé, necessita di terreni e strutture esterne, fondamentali per il completamento della formazione. «Abbiamo sentito parlare – dicono i genitori – della possibilità di trasferire qualche sezione a Villa Cavani a Camaiore: noi potremmo accettare una soluzione del genere, solo se temporanea e solo per favorire l'avviamento dei lavori almeno in uno dei padiglioni dell'istituto».

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