Sicurezza
Slitta a fine marzo l’apertura del S. Luca
Serve più tempo per i collaudi della nuova struttura, l’Asl costretta a rivedere tutta la programmazione delle attività
LUCCA. Altro che inaugurazione sabato 18 gennaio e apertura il 1° febbraio. Per vedere in funzione il nuovo ospedale San Luca bisognerà attendere molto di più, un mese e mezzo, forse due, la fine di marzo.
Dopo giorni di fibrillazioni e tensioni, ieri pomeriggio il direttore generale dell’Asl Antonio D’Urso ha comunicato lo slittamento dell’apertura del monoblocco, a causa del protrarsi delle operazioni di collaudo.
«Sono in attesa – dice D’Urso - di conoscere la data, che ci deve essere comunicata dal concessionario, in cui i collaudi saranno ultimati e quindi il San Luca potrà essere attivato. Mi rendo conto dei disagi che questa scelta comporta per i cittadini e per il personale, come è altrettanto evidente l'importanza di mettere in esercizio la nuova struttura in condizioni di piena sicurezza. Il responsabile della task force per il trasferimento nel nuovo ospedale, Lisandro Fava, sta già riorganizzando il programma delle complesse e delicate operazioni in corso».
Stamani è fissata una riunione straordinaria della task force proprio per analizzare tutte le conseguenza di questa decisione. Che affonda le sue radici - anche se la dirigenza dell’Asl 2 non può dirlo - nei problemi che si sono riscontrati dopo l’apertura degli ospedali gemelli di Pistoia e Prato. Così la commissione che effettua i collaudi al S. Luca si è presa più tempo, vuole esaminare ogni situazione con il massimo scrupolo e ha fornito all’Asl un calendario in base al quale sono stati fissati sopralluoghi sino alla fine del mese di gennaio. Impossibile, alla luce di tutto ciò, mantenere ferma la data del 1° febbraio per l’apertura del S. Luca, dato che la rilevazione di un qualsiasi problema all’ultimo momento avrebbe bloccato la procedura. Da qui la sofferta decisione di annunciare lo slittamento a data da definire.
Che cosa succederà nel frattempo? Sull’Asl si abbatte un vero e proprio ciclone. La macchina era stata messa a punto per il trasferimento, c’era un calendario che prevedeva il blocco di una serie di attività, delle stesse sale operatorie, che dovrà essere completamente rivisto.
Ci sono appuntamenti per prestazioni di vario genere già dati al San Luca a partire dalla seconda metà del mese di febbraio che adesso dovranno essere spostati, con il personale dell’azienda che dovrà contattare uno per uno gli interessati. Ci sono le ferie del personale da riorganizzare, dipendenti che le avevano programmate e che non potranno farle in quelle date.
Ci sono i macchinari pesanti in fase di trasferimento che dovranno restare fermi più a lungo del previsto con la conseguenza che per determinati esami, quelli più costosi, i pazienti dovranno essere indirizzati ad altre strutture sanitarie.
C’era un piano che prevedeva il supporto delle case di cura private in termini di posti letto per favorire lo svuotamento del Campo di Marte e limitare al massimo il numero dei malati da trasferire che dovrà essere rivisto.
Insomma sostanzialmente c’era una macchina già lanciata, una organizzazione protesa verso l’obiettivo che ora si deve riassestare.
«Dobbiamo rivedere ogni cosa - dice il dottor Luigi Rossi, responsabile della zona distretto della Piana -. Dovremo fare in modo che questa situazione non crei disagi ai cittadini».
Ed è questo anche l’auspicio del sindaco Alessandro Tambellini: «Bisogna capire bene l’impatto che questo slittamento avrà sulle attività - dice il primo cittadino - e l’Asl dovrà fare tutto il possibile per evitare che ci siano conseguenze sui servizi».
Insomma il cronoprogramma per l’ospedale è saltato proprio in dirittura d’arrivo, quando già si pensava a stendere il tappeto rosso. Il vecchio Campo di Marte ha qualche settimana di vita in più.
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