Il Tirreno

Lucca

Porcellane, la scelta è stata del Comune

di Luca Cinotti e Luca Dini
Porcellane, la scelta è stata del Comune

Le precisazioni delle Fondazione Cassa di Risparmio dopo il caso dell’acquisto della storica collezione di Carlino

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CASTELNUOVO. La scelta di acquistare la collezione di porcellane già appartenuta a Carlino Andreucci è interamente del Comune.

È questo quanto emerge dalle reazioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che sulla vicenda si limita e evidenziare il meccanismo attraverso il quale arrivano i contributi agli enti: ogni anno la Fondazione, fra le altre attività, emana un bando riservato alla Provincia di Lucca e a tutti i Comuni del Territorio. Sono questi enti che presentano i propri progetti, catalogati in vari campi di intervento, fra i quello per “Arte, Attività e Beni Culturali”. Ogni bando ha un budget: per il 2014, ad esempio, si tratta di un milione e mezzo. Visto che - ovviamente - non tutte le richieste, anche se formalmente corrette, possono essere accettate, le priorità seguite sono quelle indicate dai Comuni.Fin qui quanto precisato da San Micheletto, con l’osservazione che questi bandi non sono gli unici canali di finanziamento che la Fondazione ha per supportare gli enti del territorio.

Ma la storia delle porcellane, che dovrebbero costare 105mila euro al Comune, sembra non essere destinata a finire qui. Perché a Castelnuovo si rincorrono le voci su una vicenda che, comunque la si prenda, ha dei lati quantomeno singolari.

Come il fatto che Leonardo Andreucci, figlio di Carlino, faccia parte del consiglio di indirizzo della Fondazione. Un aspetto che più d’uno ha sottolineato, anche se il sindaco Gaddo Gaddi ha ricordato, nelle dichiarazioni rilasciate ieri al Tirreno, che la scelta di acquistare la collezione di ceramiche di Carlino Andreucci è legata alla volontà di aumentare il patrimonio artistico del Comune e, nello stesso tempo, di rendere onore a uno dei personaggi più significativi della vita di Castelnuovo.

E proprio il sindaco Gaddi, questa mattina, ha convocato una conferenza stampa sul tema delle porcellane. La gamma delle possibilità su quanto dirà è molto ampia: si va, infatti, dalla difesa dell’operato dell’amministrazione all’incognita su una possibile rinuncia all’acquisto, sempre possibile visto che ancora la transazione non è stata effettuata, né è arrivata l’erogazione della prima tranche di fondi da parte della Fondazione Cassa di Risparmio.

Intanto la politica non tarda a farsi sentire. Anche il Pd attacca il sindaco Gaddi sulla vicend: «Diremo subito con franchezza che il patrimonio di Castelnuovo, al quale il sindaco Gaddi pare tenere moltissimo, poteva essere arricchito non perdendo, per negligenza assoluta e non scusabile, i fondi ottenuti, a suo tempo, e che potevano essere già spesi per la nostra Rocca Ariostesca che, traballante, dovrebbe essere chiamata ad ospitare ceramiche di un valore di oltre centomila euro, acquistate con fondi della Fondazione Cassa di Risparmio – dice il segretario Yuri Micchi – ma in fondo si sa, è noto a tutti, che la nostra tradizione di artigiani delle ceramiche ci impone questo sforzo economico. Al di là del facile sarcasmo che stimola una scelta a dir poco discutibile ci uniamo all’incredulità manifestata dai cittadini di Castelnuovo e dal gruppo “Insieme per Castelnuovo”: perché non scegliere di investire questi fondi in attività sociali, in una rivalutazione della biblioteca comunale o nel progetto Castelnuovo città della Musica? O perché non optare per la formazione ed informazione in protezione civile? Appare chiaro, anche ad un occhio meno malevolo del nostro, che, come già successo, piove sempre sul bagnato. Per noi il progetto si interromperà con la nuova giunta, guidata da persone ben più accorte ed attente ai veri problemi del paese ».

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