Il Tirreno

Lucca

Bloccata la trattativa per la cessione della ex Wepa

di Nicola Bellanova

L’accordo doveva essere siglato entro il 18 novembre Con il fiato sospeso 21 lavoratori in cassa integrazione

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FABBRICHE DI VALLICO. Sarà un Natale col fiato sospeso per i ventuno dipendenti da mesi in cassintegrazione a zero ore dello stabilimento ex Wepa di Fabbriche di Vallico, e proprio quando tutti pensavano che si potesse brindare alle festività con un nuovo proprietario e una ripresa delle attività.

E invece, l'operazione che entro il 18 novembre scorso avrebbe dovuto portare alla vendita dello stabilimento ad una cordata lucchese confluita nella new co. che avrebbe gestito il nuovo sito "Cartiera della Turrite", non è stata conclusa. E anzi, in molti addetti ai lavori, senza alcun pessimismo, sperano che si chiuda positivamente.

Una trattativa ben avviata, poi i ritardi burocratici dovuti alle alluvioni del 20 e 21 ottobre, infine la fermata dell'operazione. Questi gli step della vicenda, che tengono sulle spine i dipendenti, i sindacati e anche il sindaco Oreste Giurlani: «Fabbriche non può permettersi di perdere la cartiera - afferma il primo cittadino -, perché sarebbe una jattura per tutta l'area. Lo stabilimento dà posti di lavoro e soprattutto rappresenta la storia industriale della zona. E bisogna scongiurare ogni cattivo pensiero».

Le competenze istituzionali sono limitate, ma Giurlani vuol vederci chiaro: «Mi attiverò subito per prendere contatto con l'azienda, ma i tempi si sono allungati, e questo crea solo apprensione». In effetti, un mese di ritardo, e soprattutto la mancanza di chiarezza sulle cause di questo slittamento, farebbero pensare al peggio. Tra le maestranze, quelle che sono rimaste attaccate agli ammortizzatori sociali nella speranza di ripartire presto, il filo diretto con i sindacati è costante: «Acquirente e cessionario dovrebbero incontrarsi dal notaio dopo le feste, per mettere nero su bianco - è la voce ricorrente -, ma finché non sappiamo le cose precise non possiamo sbilanciarci».

Intanto, i sindacati confederali hanno chiesto un incontro con la proprietà di Wepa, per capire i margini di trattativa. Stando a quanto acclarato dalle parti in causa, l'operazione “Cartiera della Turrite” prevederebbe, da parte di un gruppo di imprenditori locali, soci della società svizzera che gestirebbe l'impianto fabbrichino, un investimento di parecchi milioni di euro, e soprattutto la possibilità di creare posti di lavoro. A regime, infatti, nello stabilimento erano impiegate 25 unità. Quattro di queste, su proposta della vecchia (e attuale) proprietà, furono spostate in altri siti nella Piana di Lucca. Ma la beffa corre sul filo dei dettagli.

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