Finanza
Gip ricusato dalla Corte
Inchiesta sul mattone: slitta l’udienza, prescrizione vicina
LUCCA. Niente udienza preliminare per l’inchiesta su tangenti e mattone, il presunto caso di corruzione nel settore urbanistica che nel giugno 2011 provocò un terremoto politico-amministrativo. La Corte d’Appello di Firenze (presidente Fabio Massimo Drago, consiglieri Angela Annese e Rinaldo Merani) ha accolto l’istanza di ricusazione presentata dai legali di due imputati - l’ex superassessore Marco Chiari e l’ingegner Andrea Ferro - riguardo all’incompatibilità del dottor Alessandro Dal Torrione (che peraltro aveva avanzato dichiarazione di astensione) a svolgere l’udienza preliminare. Il motivo? Il giudice dell’ufficio gip aveva reso sommarie informazioni testimoniali al pubblico ministero che lo aveva interpellato (mettendo tutto nero su bianco) al fine di riscontrare se effettivamente l’allora presidente del tribunale gli avesse chiesto informazioni in merito a un procedimento che stava trattando (il cosiddetto fascicolo Matrioska) e che vedeva imputato il geometra Marco Chiari (poi assolto in dibattimento). Il giudice Dal Torrione, con un comportamento ineccepibile, aveva confermato la circostanza (indicandola nella dichiarazione di astensione) e in qualità di persona informata dei fatti potrebbe essere chiamato a renderne conferma come testimone anche in giudizio.
Gli scenari. Cosa accadrà adesso? Il capo dei gip, Marcella Spada Ricci, ha comunicato al presidente del tribunale per le sue determinazioni che i quattro magistrati della sezione gip-gup per vari motivi hanno avuto a che fare con la vicenda anche come componenti del tribunale del Riesame dei diritti reali. A questo punto il presidente del tribunale, che - una volta deliberato il plenum - sarà Valentino Pezzuti dovrà verificare se all’interno del tribunale ci sono giudici della sezione penale compatibili, altrimenti il giudice dell’udienza preliminare potrebbe essere cooptato anche al di fuori del tribunale di Lucca e comunque all’interno dello stesso distretto d’Appello.
Rischio prescrizione. Con ogni probabilità serviranno 5-6 mesi prima di poter trovare il giudice dell’udienza preliminare nel processo che vede coinvolto, tra gl altri, anche l’ex sindaco Mauro Favilla. E saranno passati 4 anni dall’inizio delle indagini. Considerando i tre gradi di giudizio e la prescrizione che per il reato di corruzione scatta dopo 7 anni e mezzo c’è il fondato rischio che il processo muoia prima.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google