Il dolore
Marcucci tra i 120 membri della direzione del Pd
Al senatore l’incarico nell’organo nazionale del partito. Intanto il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, invita a raccogliere l’appello fatto da Renzi
LUCCA. In continua evoluzione il quadro politico nazionale con ripercussioni sulle vicende locali.
Nel Pd continua la riorganizzazione dopo il successo di Matteo Renzi alle primarie e i nuovi incarichi coinvolgono anche il senatore lucchese Andrea Marcucci, eletto tra i 120 membri della direzione nazionale partito. Marcucci tra l’altro aveva attirato l’attenzione dei media per l’intervento sulla questione del riconoscimento delle coppie di fatto.
«Il segretario Renzi ha rimesso al centro dell'agenda parlamentare il tema del riconoscimento delle coppie di fatto. In settimana – aveva fatto sapere Marcucci – presenteremo un disegno di legge sul modello della civil partnership inglese. un impegno che abbiamo assunto, insieme a Sel, con gli elettori. L'Italia deve colmare il gap che la divide dall'Europa anche sul fronte dei diritti civili dei lavori dell'assemblea del Pd. Mi auguro un rapido iter parlamentare e la convergenza di altre forze politiche».
Sulle vicende del Pd interviene anche il presidente della Provincia, Stefano Baccelli.
«Non e' stata un'assemblea qualunque quella a cui abbiamo partecipato a Milano. In teoria – dice Baccelli – avremmo dovuto assistere alla proclamazione del neo segretario del Pd, eletto, non da noi delegati, ma da quasi 2 milioni di cittadini. In realtà, sin dalla partenza di primissima mattina con Sabrina, Alberto, Adolfo, Lara, Marco, avevamo la sensazione che sarebbe stata una giornata speciale.
«Abbiamo assistito a qualcosa di inedito. Un segretario che invece di celebrare il proprio straordinario trionfo, ci ha chiesto, quasi imposto, di fare la nostra parte per cambiare il paese, a livello nazionale e locale. E di farlo passando all'attacco.
«Matteo non ha chiesto di difendere la cultura, ma di produrre cultura; non di difendere il lavoro, ma di creare le condizioni per nuovi posti di lavoro. Ci ha chiesto di farla finita di guardare al passato e di spostarci in avanti sulla frontiera del nuovo. Ha chiesto un partito che sia strumento di cambiamento.
«Iniziando col ribellarci all'idea che l'Italia non possa cambiare. Ci ha anche proposto di far pace. Ma non con Berlusconi, non con Grillo, di far pace con i nostri cittadini. Fare in modo che la politica torni ad essere sentita come la soluzione ai problemi e non come il problema.
«Torniamo a Lucca con una nuova speranza, con più fiducia, quella che ci hanno consegnato i tanti cittadini che hanno partecipato a queste primarie e che ha ribadito con forza il nostro giovane nuovo segretario, Matteo Renzi. L'ultimo appello. Cambiare. E farlo da subito».
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