Finanza
Referendum Abc ci riprova
CAPANNORI. Secondo round di Abc sulla privatizzazione delle due farmacie comunali di Capannori dopo la bocciatura della prima proposta da parte del Comune. Alleanza per i Beni Comuni, il movimento...
CAPANNORI. Secondo round di Abc sulla privatizzazione delle due farmacie comunali di Capannori dopo la bocciatura della prima proposta da parte del Comune. Alleanza per i Beni Comuni, il movimento politico fondato dagli ex assessori Ciacci e Quilici, ha deciso di ripresentare una nuova iniziativa popolare.
La commissione formata dal segretario generale e dal dirigente generale ha respinto la domanda per un vizio formale nella sua formulazione in quanto si faceva riferimento solo ad una eventuale gestione privata. Ieri mattina sono consegnate e protocollate in municipio 120 firme (oltre le 100 previste dallo statuto comunale) con il nuovo quesito. «Il referendum è stato respinto per una questione formale, così abbiamo deciso di ripresentare la proposta con una nuova formaluazione» spiega il portavoce Giorgio De Luca del coordinamento di Abc. «Il nuovo quesito del referedum consultvo è stato verificato dai legali, stavolta è inattaccabile» sottolinea Abc. La nuova formulazione del referendum, per la prima volta promosso a Capannori, recita: “Vuoi che la gestione delle farmacie comunali di Capannori sia affidata a soggetti terzi, estranei all'amministrazione comunale, privati e/o pubblici, come stabilito dalla delibera comunale n.39 del 30 luglio scorso?”.
In discussione la cessione della gestione delle due farmacie comunali (in piazza Aldo Moro e sul viale Europa). «Chiediamo che sia migliorata la gestione e potenziato il servizio per continuare un ruolo che verrebbe meno - afferma l'ex assessore all'ambiente Alessio Ciacci - se colleghiamo la volontà di dismettere le farmacie comunali ad un aeroporto dove sono stati immessi migliaia di euro c'è qualcosa che non va. Le farmacie comunali distribuiscono presidi sanitari per conto del sistema sanitario regionale e rappresentano una calmierazione dei prezzi di una vasta area di farmaci. La privatizzazionne è stato un atto di forza della giunta e del consiglio comunale che ha diviso la maggioranza e visto l'appoggio di Udc e Pdl».
Adesso il Comune avrà 30 giorni di tempo per dare una risposta scritta e motivata all'ammissibilità del quesito. Una risposta è attesa per il 16 gennaio. Poi devono passare 90 giorni per raccogliere 1500 firme ed indire la consultazione elettorale. Il voto si svolgerà in un'unica giornata, ma non contemporaneamente alle elezioni. (n.n.)
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