Il Tirreno

Lucca

La Magnum ha sparato tre volte

Le conferme dalla perizia sulla pistola usata dai fratelli Tangari per le rapine

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ALTOPASCIO. La perizia balistica effettuata da un esperto della polizia sulla pistola Smith & Wesson calibro 357 Magnum sequestrata dai fratelli Stefano e Rito Tangari, rispettivamente di 29 e 28 anni, accusati di una serie di rapine a supermarket e farmacie della Piana sino al confine con Pescia, non lascia adito a dubbi e perplessità. E consente agli inquirenti di accertare, attraverso la comparazione delle ogive repertate, che furono i Tangari ad agire nelle tre rapine dove i malviventi con il volto coperto dal casco integrale esplosero colpi di pistola in aria per intimorire i titolari degli esercizi e i clienti dei locali.

Colpi incriminati. Per la polizia non ci sono dubbi. A compiere la rapina a mano armata il 12 aprile scorso ai danni del distributore di carburante «Aqula» in località Frizzone a Capannori furono i fratelli Tangari. Uno di loro - volto travisato - esplose in aria un colpo di rivoltella calibro 357 Magnum. Stesso discorso per quanto riguarda la rapina consumata il 10 maggio scorso da due banditi mascherati ai danni del supermarket Eurospar di S. Leonardo in Treponzio. Nella circostanza uno dei fratelli Tangari sparò un colpo verso il soffitto con la pistola Smith & Wesson calibro 357 Magnum. Infine due individui a mano armata (per l’accusa i fratelli Tangari) entrarono il 22 agosto 2013 nella farmacia Lunardi di S. Cassiano a Vico e uno di loro sparò un colpo di revolver verso il soffitto. Logicamente tutti i proiettili sparati vennero sequestrati dalle forze dell’ordine e sono risultati decisivi per l’incriminazione dei due malviventi.

La pistola rubata. La Smith & Wesson che il padre Maciste Tangari ha lasciato in dote ai figli Stefano e Rino per gli inquirenti venne rubata nella notte del 22 marzo 1998 all’armeria Centro Safari di via Roma a Porcari. Stando agli investigatori - la perizia ha consentito di risalire alla matricola dell’arma (era stata abrasa) attraverso accertamenti effettuati al banco di prova delle armi a Liegi (Belgio) - quella notte intorno alle 2 una persona si introdusse nell’armeria tagliando la saracinesca con una cesoia e rompendo il vetro blindato con una mazza e portando via 4 pistole tra cui quella sequestrata ai fratelli Tangari subito dopo l’ultima rapina compiuta il 19 settembre scorso a un discount nella zona di Pescia. Adesso l’inchiesta è praticamente conclusa e la procura si appresta a chiedere il rinvio a giudizio nei confronti dei due malviventi.

Ammissioni. C’è da tener conto che i fratelli Tangari subito dopo l’arresto iniziarono a collaborare con la squadra Mobile diretta dal commissario Virgilio Russo e con il magistrato Fabio Origlio. Tanto che - oltre alle cinque rapine che la polizia aveva subito attribuito grazie ai fotogrammi della videosorveglianza - i Tangari confessarono di aver compiuto altri 2 colpi negando quello alla Conad di Altopascio del 19 gennaio scorso.

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