Sicurezza
Campo abbandonato per il contenzioso tra i frati e la squadra
Diatriba tra il Pieve San Paolo e i religiosi della Madonnina Il tetto dello spogliatoio è in eternit e i ragazzini non giocano
LUNATA. Il mitico campo sportivo del Farfalla che ha fatto la storia del calcio giovanile e dilettantistico negli anni Settanta-Ottanta e inizio degli anni Novanta versa in stato di abbandono. Erba alta, spogliatoi disastrati, tribunette in balia dell’incuria. Il motivo? Un contenzioso che si trascina da alcuni anni tra i proprietari della gloriosa struttura - l’istituto religioso dei Carmelitani Scalzi del convento della Madonnina a Lunata - e la società dilettantistica del Pieve San Paolo che nel 2008 aveva stipulato un contratto d’affitto per l’utilizzo dell’impianto. Una struttura che sino all’inizio degli anni Duemila era tenuta con cura da Alessandro Pieri, il calzolaio di Lammari che nel 1954 aveva creato la Società Sportiva Farfalla e che è scomparso nel novembre del 2008 all’età di 76 anni. Oggetto del contendere, che ha portato alla chiusura dell’impianto, è il tetto in eternit degli spogliatoi. Un paio d’anni dopo la stipula del contratto i genitori dei ragazzini del Pieve S. Paolo segnalano ai dirigenti il pericolo. Temono che le lastre si sfaldino visto il cattivo stato di conservazione e minacciano di portar via i calciatori in erba. E così l’Asd Pieve San Paolo decide di abbandonare la struttura e far allenare l’interno settore giovanile nell’altro impianto a S. Ginese. La diatriba. Nel 2008 i religiosi e il club di calcio giovanile stipulano un contratto di sei anni per alcune migliaia di euro per l’utilizzazione dell’impianto di calcio ex Farfalla dietro al convento dei frati della Madonnina. All’inizio tutto bene tanto che i dirigenti effettuano a loro spese lavori di adeguamento (potenziamento dell’ illuminazione, sistemazione del manto erboso). Poi nel 2010 salta fuori il pericolo eternit e inizia un contenzioso ancora aperto.
Botta e risposta. I frati non recedono. Il contratto c’è e va rispettato eternit o non eternit. E chiedono alla società dilettantistica il pagamento degli arretrati che ammonta a 5-6mila euro visto che dal 2011 l’Asd Pieve S. Paolo, assistita dall’avvocato Fernando Fenili, ha smesso di pagare e quest’anno ha riconsegnato le chiavi ai religiosi. Dal canto suo i vertici del club della Piana sono disposti ad offrire ai frati una cifra simbolica (mille euro) per chiudere il contenzioso ed evitare le vie legali.
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