Il dolore
Ritardo diagnostico, l’Asl paga 175mila euro
Risarcite le eredi di una donna morta al Campo di Marte, inadeguata la terapia durante la degenza
LUCCA. Se la diagnosi e la conseguente terapia fossero state più precoci avrebbe avuto il 50% di possibilità in più di salvarsi. Ma non andò così, ci fu un ritardo di 9 ore che ha determinato quella che tecnicamente viene definita una perdita di chance, una perdita delle probabilità di sopravvivenza. Per quel decesso, avvenuto nella primavera del 2011, il direttore dell’Asl Antonio D’Urso ha versato agli eredi della donna scomparsa la somma di 175mila euro.
E’ stata chiusa in questo modo, con una transazione, la richiesta di risarcimento danni delle due figlie della vittima. L’episodio come detto risale all’aprile di due anni fa.
La donna, 63 anni, si presentò al pronto soccorso dell’ospedale S. Croce di Castelnuovo con dolori al torace e dopo i primi accertamenti fu ricoverata nel reparto di medicina dell’ospedale San Francesco di Barga. Da qui successivamente venne trasferita al Campo di Marte, dove fu richiesta una consulenza pneumologica. Secondo i familiari, che si sono rivolti a un legale per far valere le proprie ragioni, il medico avrebbe dovuto capire che la donna – già in precedenza colpita da infarto e sottoposta ad angioplastica - aveva uno scompenso cardiaco, chiedendo l’intervento del cardiologo. E’ qui che ci sarebbe stato il ritardo nella diagnosi e quindi nell’inizio della terapia che avrebbe potuto salvare la donna, poi colpita da edema polmonare acuto. Dopo il decesso i familiari avevano avviato un’azione penale e civile.
Il procedimento penale a carico dei sanitari del Campo di Marte è stato archiviato dal gip il 19 febbraio del 2012. La causa civile è invece andata avanti e proprio la ctu acquisita nel corso del procedimento penale mostrava svariate criticità con particolare riferimento all’inadeguatezza della terapia medica praticata durante la degenza ospedaliera. L’Asl ha ovviamente disposto – come avviene di prassi in questi casi – una perizia medico legale nella quale si legge: “Esaminata la documentazione sanitaria risulta giustificabile la richiesta di parte relativa a un danno di perdita di chance, che risulta stimabile in una perdita delle probabilità di sopravvivenza del 50%”. (f.t.)
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