Il Tirreno

Lucca

Anche Baronti si candida alle primarie

«Lancio la sfida per un nuovo centrosinistra, l’attuale classe dirigente è impresentabile»

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Eugenio Baronti, ex assessore regionale e comunale a Capannori e punto di riferimento della sinistra lucchese, si candida alle primarie del centrosinistra, che il Pd ipotizza per il 9 e 16 febbraio. La parola definitiva arriverà dagli organi provinciali e regionali.

«Alcuni hanno pensato che la mia candidatura alle primarie fosse scontata, per qualcuno dovuta, quasi come se dovessi riprendere in mano il filo di un discorso o percorso interrotto nel 2007, quando lasciai l’assessorato all’ambiente per andare in Regione. In queste settimane ho riflettuto a lungo e ho finito per convincermi che questo è un momento in cui chi sente che ha qualcosa da dare e da dire, ha anche il dovere di farlo. Ho preso la mia decisione: mi candido alle primarie», spiega in una lettera aperta.

Baronti assicura che non sarà il candidato di bandiera di Sinistre Ecologia e Libertà e della sinistra: «Non sono più affetto da forme congenite di minoritarismo politico. Vedo in giro tanta comprensibile e legittima insoddisfazione e insofferenza rispetto a questo centrosinistra, incerto, incoerente, privo di un’anima e di coraggio, appiattito su di un brutto governo delle larghe intese. Insieme a quelli che condividono la mia candidatura, voglio lanciare la sfida per un nuovo centro sinistra, costruire consapevolezza e riscoprire l’importanza per la nostra vita e per quella delle future generazioni dei nostri beni comuni: aria, acqua, suolo, paesaggio, biodiversità, lavoro, saperi, scienza, risorse naturali esauribili. Su tutto questo è necessario invertire la rotta, io ho la voglia e il coraggio per farlo e, quando ho avuto l’opportunità di governare, ho dimostrato di farlo con grande determinazione e concretezza. Mi aspetto altrettanto da voi», dice esortando chi lo sostiene a impegnarsi con lui.

Invita il centrosinistra a mettere in campo uno spirito costruttivo e coraggioso per cambiare una classe dirigente impresentabile che è lo specchio della società contemporanea, fatta di egoismo e individualismo.

«Oggi è il tempo dei distruttori, dei forconi, degli urlatori, ma io non mi rassegno a questo imbarbarimento dei linguaggi e delle relazioni sociali e umane. È giunto il momento che anche i ricostruttori si mettano in movimento per ridare speranza di futuro. La mia è una scelta di unità, perché andare divisi oggi è, oltre che politicamente ininfluente, perfino dannoso».

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