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Lucca

Visite pediatriche nella casa della salute

Visite pediatriche nella casa della salute

L’Asl rilancia il suo piano per evitare l’afflusso e le lunghe attese nel reparto, ma manca la disponibilità dei medici

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LUCCA. Le visite pediatriche urgenti al sabato e alla domenica non devono essere effettuate in ambito ospedaliero ma in una struttura territoriale. E l’Asl è impegnata a trovare un accordo con i pediatri di base per riaprire l’ambulatorio nella Casa della salute che sarà aperta al Campo di Marte (ma in che tenpi?) dopo il trasferimento dell’ospedale a San Filippo.

Lo dice il dottor Joseph Polimeni, direttore sanitario dell’Asl, che interviene dopo le proteste dei genitori che domenica, come accade spesso nei festivi, hanno dovuto attendere 5-6 ore prima di veder visitati i propri figli.

Casi spiacevoli, generati dall’assenza di un servizio alternativo dopo che il 30 marzo scorso è cessata l’esperienza della guardia pediatrica. Al punto tale da richiamare l’attenzione del sindaco Alessandro Tambellini che mercoledì con una nota ufficiale aveva chiesto alla direzione dell’Asl di assumere iniziative urgenti per risolvere il problema.

Per la verità l’Asl, al di là delle dichiarazioni di intenti che si ripetono da mesi, da quando si è chiusa la proficua esperienza della guardia pediatrica, oltre non è andata. Anche per la difficoltà a trovare un accordo con i pediatri di base, accordo che ancora non c’è nemmeno a livello regionale.

«Potremmo aumentare ulteriormente l’organico della pediatria - dice il dottor Polimeni - ma non riteniamo giusto farlo nell’ottica di assistere i bambini nel weekend. Fermo restando pochi casi gravi - aggiunge Polimeni - si tratta di situazione da trattare a livello ambulatoriale e non certo in ambito ospedaliero».

Cosa fare allora.L'obiettivo dell'Asl è quello di potenziare l'assistenza territoriale.

«Con il trasferimento delle attività ospedaliere al San Luca - sottolinea il responsabile della zona distretto Piana di Lucca Luigi Rossi - verrà avviato un percorso che permetta di aprire, in accordo con i pediatri di libera scelta (accordo che per ora non c’è; ndr), un ambulatorio nella cittadella della salute, anche alla luce della riorganizzazione delle cure primarie sul territorio. Si sta infatti cercando una soluzione condivisa in grado di garantire la continuità assistenziale in ambito territoriale, quello più proprio per un servizio di questo tipo».

Per il momento però non ci sono alternative al ricorso al reparto, come ha sperimentato anche il presidente della conferenza dei sindaci Giorgio Del Ghingaro, che ha vissuto direttamente l’esperienza delle ore di attesa.

Proprio Del Ghingaro ha anche provato a trovare, nell’ambito del piano sanitario regionale, una soluzione che consentisse ai pediatri di base di riprendere l’assistenza. Ma si è sempre a un punto morto.

L’Asl assicura che non si tratta di una questione economica: il servizio costava circa 100mila euro l’anno, una goccia nel mare dei 400 milioni e oltre di cui si nutre il bilancio dell’azienda sanitaria lucchese.

Fabrizio Tonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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