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Nuovo ospedale, l’incubo è la viabilità

Nuovo ospedale, l’incubo è la viabilità

Baccelli: «L’apertura a febbraio non è un dogma». Del Ghingaro: «Apriamo un accesso sulla Romana»

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LUCCA. La destinazione del Campo di Marte è ancora in alto mare. Le idee non mancano: il presidente Stefano Baccelli che alla luce della viabilità non ritiene un dogma l’apertura del S. Luca il 1° febbraio ha proposto di creare al Campo di Marte un polo della sicurezza in cui spostare prefettura e questura liberando lo Stato da affitti molto onerosi, a mancare però è il regolamento urbanistico che dovrebbe indicare le funzioni dell’intera area.

La seduta congiunta al Real Collegio dei consigli comunale e provinciale è anche l’occasione per fare il punto sul nuovo ospedale, con i problemi di messa in sicurezza idraulica e di viabilità di accesso alla struttura che a poco più di sei mesi dall’apertura del San Luca sono ancora lontani dall’essere risolti. Tanti gli interventi, di politici e comitati, ma i temi sono sempre gli stessi.

Campo di Marte. Il cerino è nelle mani del sindaco Alessandro Tambellini che in concreto non anticipa niente ma spiega che «ci sono proposte importanti per occupare parti significative della zona che è un’area strategica della città». Un punto sul quale il presidente della Provincia Stefano Baccelli è più diretto chiedendo che, com’è già stato fatto a Prato, si proceda per ottenere una riduzione della valorizzazione dei 23 milioni di euro che si devono alla Regione. Poi spiega di essere a favore della ristrutturazione delle volumetrie esistenti aggiungendo che ci sono opportunità per la realizzazione di un polo scolastico, per la creazione di opportunità per l’housing sociale e per un polo della sicurezza». E il futuro di quei 14mila metri quadrati che non saranno occupati dalla cittadella della salute sta molto a cuore al presidente dell’Asl 2 Antonio D’Urso che ripropone l’ipotesi di realizzare ex novo una palazzina nell’area più vicina alle mura. Un’idea da circa 23 milioni di euro, esattamente lo stesso costo che avrebbe l’adeguamento funzionale dele palazzine esistenti».

Viabilità. Il nuovo ospedale non avrà una sua viabilità di accesso definitiva al momento dell’inaugurazione. Baccelli ipotizza che in fase di approvazione della costruzione del San Luca sia stata sottovalutata l’analisi dei flussi di traffico: «Se non abbiamo chiaro il quadro futuro sulla viabilità sarà poi anche difficile provvedere con interventi tampone e con l’incremento del trasporto pubblico». Un punto che sta molto a cuore anche al sindaco di Capannori Giorgio Del Ghingaro che chiede la garanzia dell’accesso all’ospedale anche a tutti coloro che arrivano dalla Piana: «Prossimamente sarà chiusa la strada del cantiere che arriva sulla via Romana e le preoccupazioni ci sono». Per Antonio D’Urso infatti non è necessario tenere aperto un altro punto e «la viabilità di accesso rimarrà quella pensata originariamente».

Assetto idreogeologico. . «Non sono convinto di poter garantire la sicurezza idraulica della zona del San Luca». Stefano Baccelli non ci gira intorno e chiede subito una collaborazione con l’Autorità di Bacino per studiare un’ulteriore serie di interventi. «Abbiamo ereditato un accordo di programma dal quale è stato creato un gruppo tecnico di lavoro di cui la Provincia non faceva parte – prosegue –. Per quanto riguarda l’assetto idrogeologico credo che ci sia stata una sottovalutazione iniziale delle relazioni propedeutiche alla realizzazione del nuovo ospedale».

Occupazione. A rischio ci sono i posti di 150 lavoratori non sanitari o parasanitari che lavorano per cooperative o aziende di servizi che presto vedranno cambiare il proprio datore di lavoro. «Seguo questo tema con molta attenzione – rassicura D’Urso –. Del resto l’apertura di non un nuovo ospedale non può tradursi in un problema occupazionale per la città».

Alessandro Petrini

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