Trasporti
Il sindaco: urbanistica, risposte in arrivo
Tambellini illustrerà entro Natale le scelte di fondo del piano strutturale. «Felice se il Pd ci aiuterà a fare di più»
LUCCA. A chi pensa che il “fare” non sia o sia relativamente caratteristica della sua amministrazione, il sindaco Alessandro Tambellini ha poco da rispondere a parole e molto con i fatti. Punto primo: il piano strutturale, i piani di recupero e riutilizzo dei contenitori vuoti, a cominciare dal Campo di Marte dopo che l’ospedale avrà inaugurato (ormai il trasferimento è vicino) la nuova sede di San Filippo.
«Sul piano strutturale siamo molto avanti - dice il primo cittadino rispondendo alle esortazioni espresse dal senatore Andrea Marcucci nell’intervista di ieri a Il Tirreno -, prima di Natale daremo ragguagli precisi sul nostro operato fin qui».
Tante decisioni sofferte intorno al piano che darà i nuovi indirizzi - urbanistici e non solo - alla città per i prossimi anni, a cominciare dall’individuazione dei professionisti a cui conferire l’incarico (poi confermato agli architetti Gilberto Bedini e Fabrizio Cinquini, già incaricati di una revisione urbanistica dalla precedente giunta di Mauro Favilla). E, contestualmente, il percorso che è stato necessario, anche per lo stesso sindaco, per conoscere tutti i retroscena di un settore così complesso come l’urbanistica. Tambellini, per sua ammissione, non dà spago a polemiche: «Vado avanti, e a testa alta».
La promozione di Lucca nel nome di Puccini è un’altra questione che scotta. «La questione è sotto la mia stretta attenzione - dice Tambellini -, ma se ne deve far carico la città. Nel calendario di eventi del museo abbiamo già inserito appuntamenti pucciniani. Il fatto è però che chi pensa a Lucca come la Salisburgo d’Italia dico che Salisburgo riesce a promuoversi con quaranta milioni l’anno, di cui trenta provenienti da sponsor e dieci dal governo. Ma il Comune di Lucca da solo non può permettersi queste cifre».
Altro tasto: gli equilibri politici. In una giunta poco “renziana” come quella di Tambellini, all’indomani dell’investitura di Matteo Renzi alla guida del Pd, non scricchiolano sedie né vacillano teste, ha detto Marcucci.
Tambellini, da parte sua, si dice tranquillo. Anzi, ci tiene a sottolineare che «se il Pd a livello locale sarà mosso dalla volontà del fare, io lo invito espressamente a partecipare all’elaborazione di proposte importanti. Da una collaborazione del genere questa amministrazione non potrà che uscire ulteriormente migliorata».
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