Sicurezza
Blitz nella ditta dei cinesi, due denunce
LUCCA. Multe e due denunce dopo il blitz della polizia nel tomaificio gestito da cinesi in via Villa Fontana 40 a Marlia. Il capannone, che era anche dormitorio per gli operai, costretti a lavorare...
LUCCA. Multe e due denunce dopo il blitz della polizia nel tomaificio gestito da cinesi in via Villa Fontana 40 a Marlia. Il capannone, che era anche dormitorio per gli operai, costretti a lavorare al nero anche 12 ore al giorno, è stato sequestrato.
La mobile ha deferito in stato di libertà alla procura della Repubblica, per il reato di “impiego di manodopera clandestina” Wu Zhimin, nato in Cina nel 1974 e e la moglie Huang Juanyun, nata in Cina nel 1983, responsabili della ditta insediata nell’ opificio.
All’interno della struttura sono stati rintracciati 14 cittadini di origine cinese intenti a lavorare alla manovia per la produzione di tomaie di scarpe; tre sono risultati clandestini sul territorio nazionale e muniti di provvedimento di espulsione dal territorio nazionale, con intimazione del questore a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni.
Nell’ opificio erano stati ricavati, attraverso pannelli posticci in cartongesso, i dormitori per gli operai, che potevano fruire di un unico servizio igienico e che, in base agli accertamenti svolti effettuavano prestazioni lavorative rigorosamente “in nero” per oltre 12 ore al giorno.
In base alle risultanze emerse nel corso del controllo sono state elevate sanzioni amministrative per un importo di novantamila euro e recuperati contributi previdenziali per omesso versamento per un importo di 5 mila euro.
L’attività, visto l’impiego di manodopera al nero, è stata sospesa. Le commesse alla ditta erano garantite da un vicino tomaificio e da altri calzaturifici della zona.
Intanto Luana Lucchesi, del Luana Shoe’s di Marlia, sostiene du aver affittato l’immobile ai cinesi ma di non avere niente a che fare con quanto avveniva all’interno.
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