Sicurezza
Teca e Ciardella, 44 posti in bilico dopo il ritiro dell’affittanza
La società svizzera fa un passo indietro e le due aziende tornano sotto il gruppo di origine Secondo i sindacati trovare un acquirente sarà difficile. Intanto si ricorrerà alla cassa integrazione
BORGO A MOZZANO. Il futuro si prospetta ad oggi davvero molto incerto per i 44 lavoratori delle aziende “Teca” e “Ciardella” specializzate nella produzione di film tecnici e termoretraibili per l’imballaggio industriale e alimentare; entrambe hanno sede nella zona industriale di Socciglia.
Dallo scorso mese di ottobre questi lavoratori non ricevono più lo stipendio e adesso per loro si profila l’attivazione degli ammortizzatori sociali.
Ma le difficoltà per queste aziende, appartenenti al Gruppo Ciardella, iniziano nell’estate del 2012 quando all’interno dei due stabilimenti apparve un foglio in cui veniva riportato che 6 agosto era finita la produzione del gruppo aziendale.
Subito ci fu l’interessamento della società italo/svizzera “Plastic and Iron” che prese in affitto le due aziende, a partire dal mese di ottobre 2012 e continuando l’attività.
Lo scorso mese di febbraio (quindi nel 2013) il tribunale fallimentare ha dato il via libera al concordato preventivo delle aziende del gruppo, nominando commissari giudiziali il commercialista Renzo Regoli per la ditta Ciardella e la commercialista Michela Bonini per la Teca spa.
Dei 73 dipendenti iniziali del gruppo, sono passati alla svizzera “Plastic and Iron” in 44 mentre gli altri 29 dipendenti hanno scelto la cassa integrazione straordinaria concordata per un anno, al termine del quale sono passati in mobilità per due anni se hanno compiuto più di quarant’anni e per tre se ne hanno compiuti più di cinquanta.
Questa situazione, secondo una ricostruzione fatta dai sindacati, è proseguita fino allo scorso mese di ottobre (2013), quando però i lavoratori hanno iniziato a non ricevere più alcuna busta paga.
L’ultima goccia è arrivata due giorni, quando fa la società italo-svizzera che aveva rilevato l’affitto delle due società ha comunicato al giudice prefallimentare il ritiro dell'offerta d'acquisto.
«L’improvviso ritiro dell’affittanza è incomprensibile – afferma oggi Giovanni Rossi, sindacalista della Filctem Cgil -. Da due-tre mesi a questa parte la “Plastic and Iron” ha continuato a pagare gli stipendi a tutti i lavoratori senza però far ripartire la produzione, smaltendo solamente le rimanenze di magazzino. Sono stati fatti anche alcuni lavori, come la ritinteggiatura interna di alcuni locali quindi sembrava tutto pronto per poter ripartire, per riprendere l’attività».
E aggiunge, continuando la ricostruzione, che «martedì mattina abbiamo fatto un’assemblea con tutti i lavoratori dell’azienda adesso ci attiveremo con gli enti preposti, in primo luogo con il Comune di Borgo a Mozzano e con la Provincia di Lucca per aprire un tavolo e chiedere alla società di ritornare sui propri passi. In alternativa, chiederemo per tutti i lavoratori l’avvio degli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione e la mobilità se non riprenderà l’attività».
«Per tutto il mese di novembre - continua il sindacalista - è stato detto ai lavoratori che sarebbero stati pagati la settimana successiva, per questo credevamo che ci fossero delle difficoltà relative ai finanziamenti che dovevano arrivare alla società ma poi anche il mese di novembre è passato e pochi giorni fa è arrivata questa notizia che è stata una vera e propria doccia fredda per tutti i lavoratori».
«Adesso – e con questo Giovanni Rossi conclude - tutti i lavoratori sono di nuovo passati sotto la dipendenza del gruppo Ciardella, guidato da Quinto Ciardella il quale dovrà di nuovo trovare un acquirente per le sue aziende anche se non sarà facile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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