Il Tirreno

Lucca

«Tambellini? Deve soltanto cambiare passo»

di Marco Innocenti
«Tambellini? Deve soltanto cambiare passo»

Il senatore: «Occorre più concretezza, ma il sindaco può lavorare. Non chiedo assessori»

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LUCCA. «Lo spirito nuovo del fare, del rispettare impegni e programmi, di dare risposte concrete ai cittadini non vale soltanto per il Parlamento, va portato anche nei territori. Voglio essere chiaro e tagliare la testa al toro dopo tanti discorsi: al sindaco Alessandro Tambellini non dico “fatti da parte”, né “cambia questi assessori”; chiedo di cambiare passo. E’ la richiesta che arriva dalla città e dai nostri elettori e il tempo dell’apprendistato e dell’ambientamento è finito. Ci sono stati verifiche e rimpasti, ora dobbiamo essere concreti, fattivi, determinati nel portare avanti il progetto di governo».

Non ha peli sulla lingua il senatore Andrea Marcucci, punto di riferimento dell’area renziana nel nostro territorio.

«Non ho alcuna intenzione di mettere i bastoni tra le ruote a Tambellini, e meno che meno mi interessa piazzare qualcuno al posto di altri. Sono voci e logiche che trovo ridicole.La giunta comunale deve andare avanti serena e sicura e mirare a raggiungere risultati sotto il profilo amministrativo e politico, in sinergia con il Pd e le forze di maggioranza, e con altri enti e istituzioni con cui si deve collaborare per far partire davvero progetti e cantieri».

Quali sono i terreni nei quali, a suo giudizio, va cambiato subito passo?

«Su tutti la riorganizzazione urbanistica sulla base di una visione chiara di cosa si vuol fare della città. Sono sul tappeto questioni della cui urgenza sono tutti consapevoli, partire dall’apertura del nuovo ospedale e dal recupero della parte del Campo di Marte che tornerà al Comune. Occorre un’azione eccezionale e straordinaria per superare i danni fatti, nella scelta dell’area del S. Luca, da precedenti amministrazioni, a dir poco sul piano logistico. E lo stesso impegno occorre, in tempi rapidissimi, per individuare come si valorizza l’area del Campo di Marte.

«A volte mi pare che la questione venga percepita come un problema, una sofferenza, invece è una grandissima opportunità che consente di ridisegnare la città e darle ulteriori servizi. Ma bisogna aver ben chiaro cosa farne, non dimenticando peraltro gli impegni presi con la Regione».

Grandi risultati ha dato, per il rilancio dell’immagine della città e della qualità della vita, l’opera di recupero di interi quartieri , favorita soprattutto dai finanziamenti, ma anche dal coordinamento operativo nei lavori, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. In particolare nella zona est, dove sono tornati alla vita complessi come il S. Micheletto, la ex Mazzini, il S. Ponziano e il S. Francesco. Carenze restano però, zona di piazzale Verdi a parte, nell’ala sud-ovest del centro: non è ancora chiaro il destino di altre aree interessate dal progetto Piuss, come la Manifattura. O del Mercato del Carmine. Più in generale, non si riesce a percepire quale città del futuro si vuole proporre.

«Occorre un progetto globale che punti sulla vocazione culturale della città e sulla sua identità, che rappresentano la vera forza. Le scelte devono partire da questa base ed essere conseguenti, inglobando anche altri contenitori pubblici, come il Real Collegio. Non è più tempo di rinvii, di “vedremo, faremo”: sindaco, giunta, Pd, parlamentari, consiglieri regionali e Provincia devono elaborare tutti insieme la proposta da affidare alla leadership della giunta,dalla quale la città attende un elenco di realizzazioni inserite in una visione complessiva, con l’indicazione di tempi certi. Il piano ovviamente deve comprendere anche la ristrutturazione del Mercato del Carmine e il recupero delle Mura. Lucca gode di un particolare privilegio: la presenza della Fondazione Cassa di Risparmio che agevola meritevolmente l’azione delle amministrazioni locali.

«Sarebbe grave non sfruttare questa grande risorsa perché non si si hanno le idee chiare su come utilizzare i fondi a disposizione. Ma sono certo che il messaggio del popolo delle primarie è stato recepito, anche a Lucca: la gente vuole subito risposte agli impegni presi in campagna elettorale».

La stessa concretezza ci si aspetterebbe anche per le infrastrutture che dovrebbero liberare la città dal traffico caotico e dallo smog.

«Anche su questo piano occorre maggiore determinazione.

«Dovremmo aver presto certezze sui fondi di cui potrà disporre la Regione e che potranno essere riversati su Lucca per partire con i cantieri. Ora bisogna procedere spediti con gli accordi sui tracciati degli assi viari e sulla costruzione del nuovo ponte».

Urbanistica e infrastrutture a parte, c’è un’altra priorità: la definitiva affermazione di Lucca come città di grande attrazione culturale grazie ai progetti per il verde, le Mura, Puccini e la musica, che andrebbero ad unirsi a quanto già si fa con eventi come il Summer Festival e i Comics. Sul piano della programmazione e, soprattutto, della promozione ancora non ci siamo.

«Il metodo da seguire è lo stesso: coinvolgere in tempi rapidi tutti i soggetti interessati per arrivare a un progetto di grande respiro, di valenza nazionale. Non può bastare la casa di Puccini a fare di Lucca la città della musica, se non si inseriscono nel circuito anche le dimore e le vicende del Maestro e della sua famiglia, se non si coinvolgono strutture come il Giglio e il Boccherini, a cui stiamo cercando di dare autonomia e respiro sotto il profilo delle risorse. Servono professionalità autorevoli per avere un progetto scientifico e di promozione all’altezza. Al quale aggiungerei un rapporto da recuperare subito con gli aeroporti di Pisa e Peretola, che per i turisti sono davvero a due passi dalla città, anche se dovremmo farglielo sapere meglio».

Cosa risponde a chi parla di lei come possibile ministro del turismo di un futuro governo Renzi?

«Faccio con grande passione il presidente della commissione cultura, pubblica istruzione, università e ricerca e sport.

«Mi pare che sia sufficiente come impegno. Aggiungo anche che ritengo di aver fatto la mia parte in politica: ancora un paio di anni e poi potrei chiudere».

E come risponde a chi auspica candidature “lucchesi” nelle prossime tornate elettorali?

«La trovo una richiesta legittima e auspicabile. Ma il Pd ha lo strumento per evitare che non arrivino decisioni calate dall’alto: le primarie. Non c’è bisogno che venga a Lucca Renzi per dare garanzie sulla rappresentanza di “lucchesi” nelle istituzioni e credo che questo concetto sia davvero frutto di un malinteso.

«Stiamo cambiando la legge elettorale e saranno poi le primarie, o le preferenze, a stabilire chi sono le persone che la gente - e non gli apparati di partito - vuole a rappresentarla nelle istituzioni e nelle amministrazioni. Piuttosto dovremo essere attenti a puntare su persone autorevoli, preparate e capaci di ottenere grande consenso.

«E, una volta elette, davvero impegnate nel dare attuazione al programma proposto agli elettori.

«Mi sembra che a Lucca figure del genere non manchino; a selezionarle sarà chi va a votare alle primarie o chi mette la preferenza sulla scheda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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