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Lucca

Ragazze picchiate e costrette a fare la dieta

Ragazze picchiate e costrette a fare la dieta

Nuovi particolari nella vicenda del giovane in carcere per violenza sessuale e sequestro di persona

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LUCCA. Emergono nuovi e inquietanti particolari nella vicenda del giovane di 25 anni arrestato domenica dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale, sequestro di persona e percosse su una minorenne che abita a Follonica. È una delle quattro vittime del persecutore seriale. Lo dicono gli inquirenti dell’Arma che hanno svolto una delicata indagine coordinata dal sostituto procuratore Sara Polino con il determinante supporto della dottoressa Banti del Codice Rosa, il protocollo a tutela delle donne oggetto di violenze.

L’ultima “preda”, di soli 17 anni, ha subito - sostengono gli investigatori - la terribile sorte di altre tre ragazze, coetanee del persecutore che in precedenza erano finite nelle grinfie del persecutore: in un arco di tempo dal 2010 al 2013. Per loro botte, calci, schiaffi, pugni. Per soggiogarle psicologicamente e fisicamente e con l’obiettivo di farle somigliare il più possibile a un determinato modello femminile: bionda, magra, vestita con cura. L’obiettivo prescelto veniva di volta in volta piegato ai voleri del 25enne. Anche con l’obbligo di sottoporsi a diete e a massacranti sedute di tapis roulant per dimagrire. In un caso, la minorenne sarebbe stata costrette con la forza a rigettare quanto aveva mangiato. Tutto per raggiungere l’ideale estetico del giovane, un tipo all’apparenza normale. Per tutte, dopo un iniziale rapporto sereno, l’identico trattamento. Violenze alternate a momenti di affetto. Come nel caso della 17enne, che una sera a cena mangia troppo e viene fatta rigettare in mezzo alla strada. Un’altra volta ride felice a tavola, ma il suo aguzzino non gradisce: la fa alzare, la conduce in una stanza e la picchia.

A salvare la minorenne sono stati i carabinieri. In particolare, l’operazione è partita dall’intuito del maresciallo capo Francesco De Leo della stazione di S. Concordio che un giorno al pronto soccorso, dove si trovava da privato cittadino, ha visto una ragazza sulla lettiga in evidenti condizioni di salute malferma. Accanto a lei, il 25enne lucchese che De Leo conosceva benissimo. La ragazza aveva raccontato al militare di non mangiare più da tre giorni e di star male. A quel punto ecco o il protocollo del Codice Rosa, che ha permesso al personale della stazione di S. Concordio (luogotenente Vincenzo Finocchi e carabiniere scelto Donatella Serra) di conquistare la fiducia dell’ennesima vittima dello stalker. La ragazza a poco a poco si è aperta, ha raccontato le sevizie, Ha spiegato di essere stata malmenata, umiliata, offesa. Ha detto che quel giovane le tagliava i vestiti acquistati dai genitori, che le aveva spaccato il cellulare, ma anche che per alcuni giorni l’aveva segregata in uno scantinato privo di servizi igienici e che quindi aveva dovuto fare i bisogni per terra. Come un animale. Ora l’arresto del giovane, difeso dall’avvocato Veronica Nelli che ha chiesto i domiciliari.

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