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Lucca

Bimbi con febbre e otite, c’è solo un medico

Bimbi con febbre e otite, c’è solo un medico

Visite dopo lunghe attese in pediatria, nuove proteste dei genitori per il caos nel fine settimana

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LUCCA. Non si fermano le proteste per quanto si è verificato domenica nel reparto di pediatria del Campo di Marte, dove più di un genitore ha dovuto attendere 5-6 ore prima di vedere visitato il proprio figlio.

«Vorrei far sapere che cosa è diventato l'ospedale di Lucca, reparto pediatria – dice il padre di un bambino – dopo che è stato tolto l’ambulatorio della guardia pediatrica. Domenica ho portato mio figlio per una visita alle 10.30 circa. E’ stato visto alle 16.30, perche c'è un solo dottore che deve fare tutto. E come me c'erano anche altri genitori con figli in condizioni anche più gravi del mio, tipo febbre a 40, vomito, otite».

Uno sfogo che si aggiunge ad altre segnalazioni e che ripropone un problema di cui il nostro giornale si è già occupato nell’edizione di ieri. La vicenda è nota: nel fine settimana, in assenza del servizio territoriale (i pediatri di libera scelta), se un bambino sta male i genitori non hanno altra alternativa che rivolgersi al pronto soccorso. E dal triage i piccoli vengono indirizzati in pediatria. Dove di turno c’è un solo medico (che può essere affiancato dal collega reperibile) che però deve occuparsi anche dell’attività del reparto, della sala parto, della neonatologia. E non può quindi essere dappertutto nello stesso momento, al punto che per le visite di chi si presenta in ospedale sono necessarie lunghe attese. Una situazione determinata, come detto, dalla chiusura dell’ambulatorio dove operavano, grazie a una convenzione, i pediatri di libera scelta.

L’ambulatorio, la cui attività è stata bloccata il 30 marzo scorso, era attivo da anni, aperto sabato e domenica tre ore al mattino e altrettante al pomeriggio. E si era arrivati, nei momenti di maggiore afflusso, addirittura a oltre 70 visite il giorno. Poi erano insorti una serie di problemi, che al momento della chiusura vennero spiegati al nostro giornale dal dottor Domenico Fortunato, segretario della federazione medici pediatri. L’Asl chiedeva che gli afflussi passassero dal pronto soccorso, che ci fosse una gestione con software e cartelle cliniche. C’erano poi stati problemi con gli infermieri: prima si utilizzava personale di una coop che aveva lo straordinario pagato, dopo personale preso dai reparti e che quindi aveva un orario preciso. Al punto che l’attività era stata ridotta di un’ora nel pomeriggio con un tetto massimo di 30 visite al giorno.

Da allora, nonostante le promesse, la situazione non si è più sbloccata. L’Asl vorrebbe ripristinare il servizio nell’ambito della Casa della salute che sarà creata al Campo di Marte dopo il trasferimento dell’ospedale, inserendovi anche i pediatri. Che però non sembrano assolutamente disponibili a svolgere la loro attività in questo ambito. E il rischio – visto che la questione non è una priorità per la direzione dell’Asl – e che non si arrivi ad alcuna soluzione e che tutto resti com’è ora. (f.t.)

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