Il Tirreno

Lucca

Tambellini invita Matteo Renzi a Lucca

di Duccio Casini
Tambellini invita Matteo Renzi a Lucca

«Rivendichiamo un’adeguata rappresentanza in Regione e in Parlamento». Ecco gli scenari dopo l’esito delle primarie

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LUCCA. Le percentuali bulgare che hanno accompagnato la vittoria di Matteo Renzi in tutti i seggi lucchesi aprono scenari nuovi nella vita politica del centrosinistra, segnatamente della giunta del sindaco Alessandro Tambellini che si era schierato con Pierluigi Bersani. «Non temo assalti alla diligenza, né ribaltoni» dice il primo cittadino, ieri impegnato in una lunga riunione di giunta nel convento di S. Cerbone.. E aggiunge: «Considerato l’importante risultato ottenuto da Renzi anche nel capoluogo di provincia, invito sin da subito a Lucca il neo eletto segretario: sarà l’occasione per sancire il grande risultato e aprire la discussione sull’urgenza di avere un rappresentate del territorio comunale sia in Regione che in Parlamento. Dove danni Lucca non ha più nessuno: né un consigliere a Firenze, né un deputato e neppure un senatore. Rivendichiamo il diritto di essere adeguatamente rappresentati».

Qualcuno potrebbe leggere queste parole come un invito al neo segretario del Pd a prendere sotto la sua ala il presidente Stefano Baccelli, politico più che mai lanciato vista l’ indiscussa fede renziana e il legame forte con il senatore Andrea Marcucci. Politico lanciato, ma che rischia di restare appiedato se il governo cancellerà le Regioni. Un Baccelli a Firenze o a Roma sarebbe un problema in meno per Tambellini, che con il presidente provinciale aveva rischiato lo scontro frontale prima delle amministrative del maggio 2012 quando l’inquilino di palazzo Ducale aveva chiesto le primarie per la scelta del candidato sindaco. Ipotesi poi rientrata per l’intervento dei vertici regionali del Pd. Da tempo Baccelli interviene con proposte e suggerimenti propri di un sindaco (come le richieste per la destinazione di alcuni immobili cittadini) e questo fa pensare (e arrabbiare) i suoi avversari interni.

Tambellini non smarrisce la prudenza e glissa. Preferisce parlare di primarie che sono state prima di tutto un vero e proprio successo di partecipazione. «Sono state tantissime le persone che hanno dedicato un po’ del loro tempo per recarsi a votare, diventando così parte attiva di una scelta importante per il presente e il futuro del partito e del Paese. È innegabile il successo di Matteo Renzi che, in questa fase, ha saputo interpretare al meglio la voglia di cambiamento degli italiani. Auguro al nuovo segretario di lavorare con impegno e passione per concretizzare nuove soluzioni per i gravi problemi che affliggono il Paese».

Certo che il peso dei renziani a Lucca è davvero fortissimo. Hanno Baccelli a Palazzo Ducale, hanno i due segretari (terriale Andreuccetti e comunale Bambini). Manca un assessore nella giunta comunale.Quindi la richiesta di aver un peso politico nella squadra di governo potrebbe arrivare da un momento all’altro. Altri possibili obiettivi potrebbero essere la presidenza della commissione lavori pubblici (detenuta dal non renziano Francesco Battistini) o la presidenza del consiglio comunale, appannaggio di Matteo Garzella.

Non teme ripercussioni il sindaco Giorgio Del Ghingaroin scadenza di mandato e non più rieleggibile. «A Capannori il cambiamento è avvenuto in questi ultini 10 anni (quelli del suo mandato, ndr) dimostrando che come sempre noi siamo avanti a tutti. Pensiamo serenamente alle amministrative di maggio». Alle quali, se vincerà le primarie del centrosinistra, correrà l’attuale vice sindaco Luca Menesini. Che su Facebook commenta: «C'é un cambio generazionale alla guida del Pd. C'è chi ne é contentissimo, c'è chi ne ha paura. ...Capisco entrambi i sentimenti, ma ne provo uno solo: felicità! Perché un quarantenne alla guida lo trovo di buon auspicio e perché la paura non mi appartiene. Mi appartengono passione, concretezza e onestà! Divertiamoci! Facciamolo, ora».

Ma il successo straripante di Renzi potrebbe portare a una scissione, come avvenuto nel Pdl? Tambellini inorridisce: «Un’ipotesi che ritengo molto grave. Credo che la diversità di opinioni e di approcci culturali sia una ricchezza più che un ostacolo come dimostra il fatto che anche nella mia Giunta sul tema della leadership del Pd si siano registrati orientamenti diversificati».

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