Sicurezza
Il 20 gennaio rito abbreviato con la studentessa parte civile
LUCCA. Stava studiando le carte processuali per affrontare al meglio il rito abbreviato nell’udienza preliminare di fronte al gip Alessandro Dal Torrione il legale del cameriere-bagnino finito in...
LUCCA. Stava studiando le carte processuali per affrontare al meglio il rito abbreviato nell’udienza preliminare di fronte al gip Alessandro Dal Torrione il legale del cameriere-bagnino finito in carcere per un presunto nuovo caso di violenza sessuale stavolta ai danni di una minorenne. L’avvocato Veronica Nelli stamani sarà in carcere per l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Riccardo Nerucci nei confronti del suo assistito. Resta senza parole e preferisce non pronunciarsi sulla nuova imputazione a carico del ventiquattrenne residente nella periferia cittadina. Il legale si limita a ribadire che - per quanto concerne il divieto imposto dal giudice Giuseppe Pezzuti di avere qualsiasi tipo di contatto con l’ex fidanzata e con l’altra ragazza che aveva avuto in passato rapporti con lui - il suo assistito ha ottemperato in tutto e per tutto all’ordinanza.
Parte civile. La studentessa che ha denunciato l’ex fidanzato si è costituita parte civile al processo che si terrà il 20 gennaio di fronte al gip e che vede lo stalker indagato per sequestro di persona, violenza sessuale, violenza privata e lesioni. Sia lei che i suoi genitori chiedono i danni morali e materiali e l’indagato rischia una maxi condanna per le violenze ripetute nel tempo. L’inchiesta - diretta dal sostituto procuratore Sara Polino e affidata ai carabinieri di San Concordio - è durata diversi mesi. Dagli elementi raccolti il giovane faceva stendere sul letto l’ex fidanzata e con le forbici le tagliuzzava i vestiti arrivando anche a procurarle leggere ferite alle gambe e alle braccia. Era una delle tante fantasie sessuali che la ragazza era costretta a subire dal compagno più grande di lei di quattro anni e di cui era diventata succube. Dagli accertamenti emersi la studentessa era tenuta segregata in casa. Le veniva negato l’accesso in bagno e in una circostanza l’ex convivente l’aveva costretta a disertare il funerale della nonna.(l.t.)
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