Il Tirreno

Lucca

Un museo permanente per le figurine di gesso

di Emanuela Ambrogi
Un museo permanente per le figurine di gesso

Simone Fiori, erede dell’Arte Barsanti a Bagni di Lucca, è pronto a mettere a disposizione la sua fabbrica e la sua maestria per studenti e appassionati

3 MINUTI DI LETTURA





BAGNI DI LUCCA. Ce la farà Simone Fiori, l’ultimo dei grandi figurinai del gesso, ad evitare che la tradizione si disperda e a rilanciare in grande stile la fabbrica dove ancora oggi produce con le sue mani tante statuine per i presepi? Ci sarà qualche ente, qualche istituzione, qualche fondazione pronta a valutare il progetto che renderebbe le 27 stanze della sua azienda sulle sponde della Lima, a Bagni di Lucca, un fenomenale polo di attrazione sul modello, solo per fare un esempio, di quello che è diventata a Grasse, in Provenza, la famosissima fabbrica di profumi che, in un percorso guidato, accoglie ogni giorno centinaia di visitatori che vogliono conoscere tutto della lavorazione della preziosa lavanda e di altre piante aromatiche, da cui si estrae la materia prima per i più conosciuti profumi nel mondo?

Ci sarà qualcuno, a Bagni di Lucca, capace di cogliere al volo l’opportunità di legare l’attività dei figurinai del gesso al grande Giacomo Puccini che, in America, riconobbe come lucchese un venditore ambulante di figurine (quel Puccini legatissimo a Bagni di Lucca che aveva frequentato da studente-musicante, prima di soggiornarvi per scrivere parti della Turandot e della Fanciulla del West, intessendo solide relazioni con la famigli Betti, avi del sindaco attuale, e altri personaggi della cultura locale)? La proposta, al momento, è vista con grande favore dalla Pro Loco che punta molto sulla rivalutazione dell’artigianato locale. Ma serve di più, molto di più, per fare tornare l’arte dei figurinai del gesso un fiore all’occhiello di tutta la Valle.

Fiori, erede dell’Arte Barsanti che era arrivata a contare 60 dipendenti (oggi lavora solo lui) è pronto a mettere a disposizione le sue conoscenze per realizzare un museo permanente all’interno della fabbrica, allestendo contemporaneamente un corso di arte figurinai per il rilancio del prodotto locale.

Vi potrebbero accedere appassionati già iscritti alla Associazione del Presepio e chi vuole imparare ex novo (in particolare i bambini e i ragazzi delle scuole) la lavorazione di acqua e gesso fino ad arrivare alla densità dello yogurt, a fare la colata di gesso nei vari stampi, a ripulire dopo la seccatura nella stanza apposita e dipingere le figurine. Tutte operazioni che Fiori fa seguendo la lavorazione delle sue “creature” per l’intero ciclo, producendo non più di 13-14 pezzi al giorno, di rara bellezza e completamente lavorati a mano, come l’artigiano sarebbe disposto a spiegare anche nelle scuole, partendo da lezioni anche di una sola ora per settimana.

A testimonianza del talento di Fiori parlano i suoi lavori: 40 sue statue furono prese negli anni Ottanta da Papa Paolo Giovanni II; altre statue andarono nel 2000 alla regina madre di Inghilterra; nel 2010 un intero presepio di Fiori andò al console di Panama.

Recenti i successi più grandi: nel 2009 la partecipazione al Festival di Betlemme e Gerusalemme (ripreso anche in diretta Rai), unico esponente di Bagni di Lucca; nel 2011 la presenza dei suoi lavori in piazza Navona a Roma (il presepio è ora esposto nel museo dei Fori Imperiali); fino a pochi giorni fa la partecipazione con un altro presepio alla mostra allestita nella casermetta dei Lucchesi del Mondo sulle Mura. Davvero Bagni di Lucca non farà nulla per non perdere un patrimonio del genere?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze