La manifestazione
Non ci fu alcuna violenza sessuale
Assolto un muratore accusato d’aver avuto rapporti con una minorenne
PISA. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 10 anni di reclusione. È stato assolto perché il fatto non sussiste.
Per un muratore campano di 44 anni, domiciliato nella Piana, la sentenza di assoluzione dissolve un incubo nel quale era anche finito agli arresti domiciliari per violenza sessuale e violenza privata nei confronti di una ragazzina all'epoca dei fatti minorenne. Tra i due, con una differenza di età di 25 anni, c’era stata una storia I guai per l’uomo, difeso dall’avvocato Graziella De Rio, era iniziati a causa di una relazione con una quattordicenne, coetanea della figlia.
Un rapporto, nato come gioco di seduzione, che era durato per almeno tre anni. Poi la “fidanzatina”, ora 19enne, aveva avuto una crisi di nervi. E dopo essere stata ricoverata aveva raccontato anche il legame con quello che nel vissuto adolescenziale veniva rappresentato come il suo compagno.
La ragazza e la madre, rom integrate e residenti da tempo in città, si erano costituite parti civili affidandosi all' avvocato Bruno Pucci.
Nella vicenda non compaiono episodi di abusi fisici o costrizioni ad atti sessuali. Quello che, però, il codice qualifica come violenza sessuale secondo l'accusa - pm Antonio Giaconi – viene contemplato anche in un rapporto tra un adulto e una minorenne ancorché all'apparenza consenziente. La violenza in questo caso sarebbe stata esercitata come ascendente psicologico su un soggetto debole.
I due si erano conosciuti grazie all'amicizia tra la ragazzina e la figlia del muratore. Stando all'accusa l'imputato avrebbe iniziato a corteggiare l'amica della figlia quando aveva poco più di 14 anni nel 2008.
I due si frequentavano e si vedevano non solo in casa e nel giardino dell'abitazione pisana dove all'epoca l'uomo viveva con la compagna di allora.
Per la Procura nell'arco della relazione, durata almeno tre anni, imputato e “fidanzatina” avrebbero consumato rapporti sessuali anche in altri luoghi. Alla scoperta della storia si era arrivati dopo un malore. La ragazzina aveva accusato una serie di disturbi che avevano allarmato la mamma. Un giorno si era attaccata ai campanelli dei condomini nella via in cui risiedeva. La madre l’aveva portata in ospedale dove in psichiatria si prendono cura di quella adolescente esagitata. Che inizia a parlare e a raccontare del suo compagno più grande di 25 anni. Il Tribunale ha ritenuto che quel rapporto tra adulto e minorenne non configuri il reato di violenza sessuale. (p.b.)
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