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Lucca

La Cola ha portato i libri in tribunale

La Cola ha portato i libri in tribunale

Il colosso dell’autotrasporto ha chiesto e ottenuto il fallimento, i 14 dipendenti dell’azienda da agosto sono in mobilità

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LUCCA. Dopo 35 anni la Cooperativa Lucchese Autotrasportatori (Co.L.A.) con sede in piazza del Mercato a Marlia decide di portare i libri contabili in tribunale e chiede, ottenendolo, l’autofallimento con sentenza del tribunale.

Da agosto i quattordici dipendenti della cooperativa di autotrasportatori – con commesse in mezza Italia – sono in mobilità. Ma il paradosso di questa vicenda, che ha portato allo stato d’insolvenza della Co.L.A., è determinato dall’impossibilità di recuperare i crediti dei propri clienti per un importo di alcuni milioni di euro. Soldi indispensabili per superare le gravi difficoltà in cui versa il settore dell’autotrasporto su gomma per conto terzi.

Il sistema è andato in crisi per l’adeguamento alle tariffe minime imposto dalle norme comunitarie e riguardante la tutela della sicurezza stradale e la regolarità del mercato dell’autotrasporto per conto terzi. In sostanza la legge alzava il tasso di sicurezza attraverso, per esempio, adeguamenti dei pneumatici dopo un numero minore di chilometri rispetto al passato e determinava il costo medio del carburante per chilometro di percorrenza tenendo conto delle rilevazioni mensili effettuate dal ministero dello Sviluppo Economico.

Costi di carburante, lubrificante, pneumatici regolarmente anticipati dai contoterzisti (importi da capogiro con somme anticipate di 2-300mila euro) che avrebbero dovuto essere rifondati dalle ditte committenti tanto che quel credito per legge è assistito da decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. Se il committente non paga interviene il giudice. Cos’è accaduto invece anche alla Cooperativa Lucchese Autotrasporti dopo che è stato azionato il credito nei confronti delle aziende clienti?

Attraverso i loro legali le ditte debitrici, anch’esse in sofferenza economica a causa della crisi che non risparmia alcun settore, si sono attivate per far accertare dal tribunale l’inesistenza del credito oppure in sede di opposizione al decreto ingiuntivo chiesto dalle ditte di autotrasporto per conto terzi il giudice ha revocato o sospeso la provvisoria esecutività.

Morale? Le aziende dell’autotrasporto per conto terzi non hanno recuperato neanche un euro.

Ricorso alla Suprema Corte. E proprio dal tribunale di Lucca e in relazione al giudizio in opposizione al decreto ingiuntivo azionato dalla cooperativa Co.L.A., creditrice nei confronti di un’azienda per un imposto di alcune migliaia di euro, è stata sollevata l’illegittimità costituzionale dell’articolo 83 bis sulla tutela della sicurezza stradale e della regolarità del mercato dell’autotrasporto di cose per conto terzi.

A sollevare la questione il giudice Carmine Capozzi. A suo giudizio la norma contrasta con l’articolo 41 della Costituzione in quanto la sicurezza stradale non è garantita dal sistema tariffario in virtù del bilanciamento dei contrapposti interessi: da un lato la libertà d’iniziativa economica e dall’altro la sicurezza delle persone dai rischi connessi alla circolazione stradale dei mezzi di autotrasporto per conto terzi.

Per il giudice la norma viola anche l’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge realizzando una discriminante derivante dall’applicazione delle norme comunitarie previste per i trasporti internazionali con conseguenti rischi per gli autotrasportatori italiani costretti a subire una concorrenza alla quale, vincolati dai minimi tariffari, non potrebbero resistere.

Con la rimessione degli atti alla Corte Costituzionale di fatto su Lucca si bloccano tutte le controversie e i decreti ingiuntivi legati all’autotrasporto per conto terzi. E il pronunciamento della Corte Costituzionale potrebbe arrivare anche tra trentasei mesi.

A quella data lo stato d’insolvenza della Co.L.A. (ma anche di altre cooperative che si occupano d’intermediazione nel settore dell’autotrasporto) si sarebbe ulteriormente aggravato.

Chiusura obbligata. Stante la situazione la Cooperativa Lucchese Autotrasportatori - attraverso il legale rappresentante Moreno Lombardi e assistita dal noto avvocato Stefano Pardini - non avendo a disposizione la liquidità necessarie per far fronte all’esposizione bancaria (la Banca del Monte aveva già iniziato l’azione di rivalsa) e valutata la non perseguibilità di altre procedure concorsuali (concordato preventivo) ha presentato al tribunale (presidente Giulio Giuntoli, a latere Giacomo Lucente e Carmine Capozzi) domanda di auto fallimento. La domanda è stata accolta un paio di settimane fa dal giudice delegato Giacomo Lucente e dal collegio.

Curatore fallimentare è stato nominato il commercialista Marco Cattani e il 3 giugno 2014 è stato fissato l’esame dello stato passivo. La situazione patrimoniale della Co.L.A. nel periodo 2010-2012 non era in grado di soddisfare le proprie obbligazioni. Un dissesto determinato anche dalla crisi del settore trasporto merci su gomma che, stando a studi di settore, non è destinato a migliorare in futuro. (l.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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