Attenzione
Tac in ritardo, l’Asl paga 459mila euro
Risarciti moglie e figli di un pensionato presentatosi al pronto soccorso e poi deceduto
LUCCA. Un ritardo diagnostico di 24 ore nell’esecuzione e refertazione di una Tac costa all’Asl 2 quasi 460mila euro. E’ questa la cifra che l’azienda sanitaria locale ha risarcito agli eredi di un pensionato deceduto nella primavera del 2008.
L’uomo, 76 anni, si era presentato in gravi condizioni al pronto soccorso dell’ospedale Campo di Marte. Paraplegico, a causa di una spondilodiscite a livello dorsale, con un quadro pneumonico preccupante e problemi anche alla vescica, l’anziano successivamente era stato trasferito alla clinica neurochirurgica dell’ospedale di Pisa, operato e sottoposto a riabilitazione. Poi però c’era stato il decesso e la decisione dei familiari di rivolgersi agli avvocati e di avviare una causa civile per il risarcimento dei danni da parte dell’Asl 2.
Al centro delle contestazioni - come spiega il direttore sanitario dell’azienda Joseph Polimeni - la ritardata esecuzione di una Tac, che può avere influito in modo significativo sulle chances di guarigione dell’uomo, dato che alla luce dell’esame l’intervento chirurgico sarebbe potuto avvenire prima.
Il caso è stato seguito sia dalla medicina legale dell’azienda, sia dal comitato gestione sinistri, che ha proprio la funzione di analizzare e valutare le richieste di risarcimento danno, al fine di proporne la loro definizione in via extragiudiziale.
In un primo momento l’avvocato aveva quantificato una richiesta danni di 680mila euro, oltre a spese vive per 101mila euro e a danno biologico indiretto subito dai congiunti per 100mila euro. Successivamente, alla morte dell’uomo, era stata aggiunto un danno iure proprio dei figli (4) e della moglie per un ammontare di 900mila euro, che andava aggiungersi al precedente importo globale di 882mila euro.
Dopo le valutazioni tecniche, dalle quali emergeva come “l’operato dei medici lucchesi non fosse esente da censure”, l’azienda ha avviato una trattativa con l’avvocato della controparte, che alla fine ha accettato l’importo di 459.263 euro a totale saldo e transazione.
Adesso, come di prassi in questi casi, l’Asl trasmetterà tutta la documentazione alla procura regionale presso la Corte dei Conti per le valutazioni di competenza in ordine all’eventuale sussistenza del dolo o della colpa grava per l’esercizio dell’azione di rivalsa. (f.t.)
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