Sicurezza
Idea dei sindaci «Gestiamo noi la Lucca-Aulla»
I primi cittadini concordano sulla necessità di fare pressione sulla Regione e su Trenitalia
VALLE DEL SERCHIO. Non ci stanno i sindaci della Garfagnana e della Mediavalle a subire le accuse dei pendolari per la loro azione ritenuta «inadeguata» nei confronti di Regione e Trenitalia per la disastrosa situazione delle ferrovie nella Valle. E - interpellati dal Tirreno - propongono una serie di idee che hanno un comune denominatore: un maggior impegno delle comunità locali, per mettere riparo a un disagio che si trasforma, ogni giorno, in decine di lettere che arrivano sulle scrivanie dei primi cittadini.
Garfagnana. «Serve un progetto per il futuro: le amministrazioni locali come gestori o co- gestori della linea. La Lucca-Aulla è la linfa vitale della Valle». È l’idea di Paolo Fantoni, sindaco di Piazza al Serchio, e da tempo uno dei più impegnati sulla questione treni. Il giovane e dinamico sindaco ha le idee chiare su come poter tentare di salvare la linea ferroviaria Lucca-Aulla su cui difficilmente si potrà sperare in investimenti di Trenitalia o Rfi. Francesco Pifferi, sindaco di Camporgiano, pensa di rinnovare la mobilitazione che si è un po’ spenta davanti alla mancanza di risultati ed intanto riuscirà a “salvare” gli immobili delle stazioni di Camporgiano e Poggio, le due presenti sul suo territorio. Il sindaco di Castelnuovo, Gaddo Gaddi, propone di coinvolgere anche l’imprenditoria locale.
«Si possono fare rimostranze all’infinito, ma guardate a cosa hanno portato finora, agli ombrelli aperti nel vagone – afferma il sindaco Fantoni – qualsiasi proposta di migliorie, qualsiasi investimento che si può pensare si scontra con l’impossibilità di Trenitalia e Rfi di effettuarlo. Per questo, si deve ripensare alla gestione della linea. Le due società, con cui non è facile avere un dialogo diretto (specie con Rfi), devono essere disposte a concedere la gestione della linea agli enti locali così come avviene ad esempio in Valle d’Aosta. Solo così si può dare una prospettiva futura alla Lucca-Aulla. Altrimenti, continueremo ad andare avanti in questo modo tra mille disagi. La ferrovia è fondamentale per la nostra Valle, senza di questa si assisterebbe ad uno spopolamento della Garfagnana». L’idea di Fantoni trova sponda a Castelnuovo e Gaddi allarga la proposta all’imprenditoria: «Sicuramente non possiamo aspettarci investimenti importanti sulla nostra linea che però è importante sotto molti aspetti tra cui l’alleggerimento del traffico su gomma. Coinvolge vari comuni e quindi gli enti locali devono certamente riprendere in mano la questione per migliorare il servizio. Potrebbero essere coinvolte anche le imprese del territorio. A Castelnuovo, ad esempio, speriamo che la cartiera Air Tissue con la nuova proprietà della famiglia Pasquini possa intraprendere il percorso che porti ad utilizzare il treno per il trasporto delle merci. Sarebbe una importante opportunità».
Anche Pifferi (Camporgiano) è indignato per quello che succede quotidianamente sulla linea: «È un’indecenza che ho avuto modo di constatare personalmente usufruendo del treno pensare che nel 1997, da assessore ai trasporti della Provincia, ho vissuto il salvataggio della linea in accordo con la Regione con il progetto gomma-rotaia. Da allora, una continua catastrofe che in realtà non ha colpito solo la nostra ferrovia, ma tutto il paese. Bisogna ripensare questa linea. Devo ammettere che dopo una forte mobilitazione, stiamo forse vivendo un momento di rassegnazione per l’inutilità delle nostre azioni. Ma dobbiamo riprendere animo e già lunedì nel prossimo incontro dell’Unione dei Comuni a cui sarà presente il Prefetto iniziare a discutere del problema». Intanto, Pifferi può festeggiare un risultato: «Dopo mesi abbiamo ottenuto il rinnovo del comodato d’uso per la stazione di Camporgiano e attivato quello per la stazione di Poggio adesso cercheremo delle associazioni che potranno utilizzare gli immobili occupandosi della manutenzione».
Barghigiano. Qui gravitano ben tre stazioni: Fornaci di Barga, Mologno (Barga- Gallicano) e Castelvecchio Pascoli. Un centro nevralgico, quindi, dove gravitano nel giro di sei chilometri centinaia di studenti e pendolari che arrivano anche da Gallicano, Molazzana, Piano di Coreglia e Fabbriche di Vallico. E il sindaco Marco Bonini, consapevole dei disagi e degli sforzi compiuti negli anni passati per preservare la linea Lucca–Aulla dai pressanti tentativi di dismissione partiti dai primi anni del nuovo millennio, cerca una soluzione condivisa assieme ai suoi colleghi: «Il problema è serio, ma occorre affrontarlo a livello istituzionale in maniera compiuta. Perciò, nella prossima seduta della giunta dell’Unione dei Comuni della Mediavalle, della quale sono membro, chiederò ufficialmente al presidente Nicola Boggi di convocare un’assemblea straordinaria aperta per discutere il problema con le parti interessati. Mi sembra quella la sede ideale, facendo un ragionamento di Valle, per affrontare la questione in presenza dei rappresentanti della Regione e Trenitalia. Ci guarderemo tutti negli occhi per costruire, perché tanto i disagi li conoscono tutti. Dopo di che, toccherà ad altri fare la loro parte». Anche perché, negli anni passati, l’amministrazione comunale ha fatto tanto per riqualificare le tre stazioni, che si integrano tra loro fornendo servizi diversi come ufficio postale e biglietteria (a Mologno), uffici pubblici del Comune (a Fornaci) e punti culturali a Castelvecchio. Molto gettonata anche la fermata di Ghivizzano-Coreglia. Il sindaco Valerio Amadei, ha più di un diavolo per capello, e traccia un’analisi lucida: «Fino a pochi anni fa, nel territorio di Coreglia c’erano tre stazioni, poi Calavorno è stata chiusa per i problemi del passaggio a livello, anche quella di Ponte all’Ania–Piano di Coreglia è stata soppressa. Ghivizzano è diventato il punto centrale della zona, e il servizio va potenziato e migliorato perché serve centinaia di utenti». Gli sforzi per migliorare i locali e fornire servizi come il Corpo unico di Polizia Municipale sono stati realizzati, ma non basta: «Ho quotidianamente delle lamentele da parte di utenti e non fa piacere sentire certe cose, perché bisogna garantire comunque un servizio all’altezza. Oltre a noi sindaci, credo che la Provincia abbia ancora un ruolo importante nella partita. In tempi di crisi, l’offerta diventa fondamentale, e se sempre più gente preferisce il treno all’auto, potrebbe convenire anche alla stessa Trenitalia, in quanto incrementando i passeggeri si garantirebbero anche più entrate».
Mediavalle. Scendono in campo anche due sindaci della Mediavalle da un lato preoccupati per la situazione che ogni giorno i propri cittadini devono sopportare per raggiungere le sedi lavorative o scolastiche, dall’altro critici nei confronti di scelte passate tendenti a svalutare il trasporto ferroviario. «Sono sempre stato un sostenitore del trasporto su rotaia – spiega Massimo Betti, sindaco di Bagni di Lucca –; purtroppo però, nei decenni scorsi, la tendenza economica predominante è andata verso tutt’altra direzione. Si è sempre cercato infatti di favorire la grande industria automobilistica senza rendersi conto del grave danno che ciò avrebbe comportato dal punto di vista ambientale. Il traffico veicolare è così aumentato a dismisura senza che la viabilità fosse adeguata, le ferrovie piano piano abbandonate, i servizi ridotti. Bisognava spingere sullo sviluppo del sistema ferroviario sia per il trasporto delle merci sia per quello pendolare e invece si è spinto altrove». Con l’incremento dei servizi su rotaia, prosegue Betti, «si sarebbe limitato l’inquinamento e sopperito ai bisogni del territorio invece così si è dato solo un grosso aiuto all’industria automobilistica scaricando poi il peso di queste scelte sbagliate su chi il treno deve utilizzarlo ogni giorno». Pronto a passare ad azioni di fatto Francesco Poggi: «Ricevo quotidianamente segnalazioni riguardanti disservizi – dice il primo cittadino di Borgo a Mozzano –. Quello che serve è un’iniziativa di tutti i sindaci della Valle per far pressione sulla Regione e spingerla a fare qualcosa. In diverse occasioni abbiamo già illustrato la situazione agli organi competenti, speriamo qualcosa si muova sennò credo che saremo costretti ad alzare i toni».
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