Il dolore
Dalla Cavallerizza otto posti di lavoro
Il Comune privilegerà progetti di gestione con almeno quattro figure femminili. I lavori, partiti ieri, dureranno 410 giorni
LUCCA. Quattrocentodieci giorni per dare nuova vita al complesso della Cavallerizza. Il timer è scattato ieri, al momento della consegna dei lavori alla Edil Co di Matera, che se li è aggiudicati per un importo complessivo (40% a carico del Comune, 60% della Regione con fondi Piuss) di 3 milioni 214. 854 euro. Il centro di accoglienza turistica pensato secondo concetti ultramoderni, come sottolinea l’assessore all’urbanistica Serena Mammini, dotato di tecnologie wireless, di grandi schermi che offriranno ai turisti la possibilità di progettare itinerari di visita attraverso la città, oltre che di punti informazione e di promozione dei prodotti tipici locali, sarà pronto, nei piani, entro il 18 gennaio 2015. Uno spazio molto ampio - una pianta rettangolare di 1.300 metri quadrati con un’altezza di sette metri e mezzo nel punto più basso delle capriate - che potrà essere usato anche come «salone delle feste», aggiunge l’assessore.
Il restauro della Cavallerizza porterà con sè anche opportunità di lavoro. Per la gestione del centro di accoglienza turistica infatti è previsto che potranno essere occupati fino a otto addetti tra stagionali e fissi. Per l’assegnazione dell’incarico l’amministrazione premierà «le proposte dei gestori che assicureranno l’impiego di almeno quattro donne e di una figura appartenente a categorie protette».
Alla consegna dei lavori, presenti anche il sindaco Alessandro Tambellini, il dirigente per i lavori Piuss Mauro Di Bugno col suo staff al completo: gli architetti Etrusca Del Debbio e Alessandra Vasi Picchiotti, l’ingegnere Fabiana Cestaro.
Nata come maneggio coperto per i cavalli degli oltre ottocento soldati che abitavano nella caserma Lorenzini, l’edificio della Cavallerizza in tempi più recenti è stato utilizzato come garage della Società anonima lucchese per il trasporto pubblico prima e della Clap poi. Negli anni Novanta era stato eseguito un restauro del tetto ma le travi in ghisa, sottoposte a test di tenuta prima dell’avvio dei lavori Piuss, hanno evidenziato cedimenti. Da qui una revisione del progetto (che costerà così 424mila euro più del previsto) per sostituirle con travi in acciaio.
Prima della partenza dei lavori sono state compiute anche indagini nel sottosuolo alla ricerca di eventuali infiltrazioni di idrocarburi, ma con esito fortunatamente negativo, riportano gli amministratori. «Sono lieta di dare il via alla restituzione di un ambiente così importante alla città - dice Serena Mammini -. Sarà il fulcro del nuovo sistema di accoglienza turistica, che sarà studiata secondo le più moderne modalità e nello spirito di rendere il luogo fruibile anche ai lucchesi».
Il pavimento sarà in marmo scuro; i colori per le pareti interne sono stati scelti in base a quelli che erano in originale, vale a dire toni dal grigio al celestino, ormai riscontrabili solo in piccole aree del grande complesso.
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