Il Tirreno

Lucca

Chiesa da rifare, il restauro inizia dalla copertura

di Arianna Bottari
Chiesa da rifare, il restauro inizia dalla copertura

Definito il piano di intervento a S. Pietro a Marcigliano All’interno ci sono preziosi affreschi da recuperare

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SAN PIETRO A MARCIGLIANO. Si parte dal tetto per verificare le condizioni della copertura. Poi si proseguirà con gli interventi più urgenti sulla base delle criticità emerse durante i lavori. A confermare la partenza dei lavori di restauro e recupero della chiesa di S. Pietro a Marcigliano è l’architetto Maurizio Silva, che da tempo segue il progetto per conto dell parrocchia.

I ponteggi apparsi negli ultimi tempi avevano fatto sperare e le parole dell’architetto ora non lasciano dubbi.

Si inizia, come annunciato tempo addietro, dal tetto.

«In questo modo – spiega Silva – potremo renderci conto delle condizioni della copertura nel suo insieme e da lì decideremo come muoverci». All’interno della chiesa, la volta è da tempo puntellata (dai tempi dello smottamento a monte dell’edificio, poi messo in sicurezza grazie all’intervento del Comune di Capannori), ma non ci sono pericoli di crolli.

Intervenire sul tetto permetterà prima di tutto di eliminare le infiltrazioni d’acqua, mettendo così in sicurezza la struttura, controllando ed eventualmente sostituendo i travi e i travicelli danneggiati.

I lavori dovrebbero partire a giorni, mentre sulla chiusura del cantiere non ci sono certezze.

Molto dipenderà dalle condizioni meteo e da quelle delle struttura, che però verranno alla luce solo una volta tolti gli embrici e i canaletti e verificato lo stato di conservazione di travi e travicelli.

«Sistemata la copertura - prosegue l’architetto incaricato dalla parrocchia – vedremo cos’altro riusciremo a fare. La collaborazione con la Soprintendenza è strettissima».

La Soprintendenza, che ha dato il via libera a questo primo intervento, rientrerà in scena nel caso in cui si decida (fondi permettendo) di lavorare anche sulla volta interna e sull’abside, dove ci sono interessanti affreschi da salvare dall’incuria.

C’è poi tutta la partita che riguarda la torre campanaria, anche questa in condizioni precarie a causa del crollo di uno dei quattro spioventi e dello stato di conservazione del grosso trave che regge la campana, che da tempo preoccupa e che rimane esposto alle intemperie.

Infine, c’è la questione del portico, che un tempo rappresentava (insieme all’abside su due livelli, il primo coperto con lavagna e il secondo sorretto da colonne) una delle caratteristiche più particolari della chiesa, dal punto di vista architettonico.

Il portico, con le sue quattro colonne, due a base quadrata poste agli estremi e le altre a base circolare, è crollato da tempo.

Parte delle strutture si trovano ancora sul posto, altre (come due colonne) sono state ricoverate all’interno della chiesa, per evitare che venissero trafugate (come è accaduto per altri oggetti) o danneggiate.

«Il portico al momento non è una priorità – dice l’architetto Silva – Il recupero potrebbe essere inserito in un secondo intervento, naturalmente da concordare con la Soprintendenza».

Insomma, per ora si pensa a risistemare il tetto e, eventualmente, a valutare altri lavori. Poi si vedrà.

Anche perché molto dipenderà dai fondi a disposizione. Di sicuro, per recuperare completamente la chiesa, come i parrocchiani di S. Pietro a Marcigliano hanno chiesto più volte, di soldi ne serviranno molti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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