Sicurezza
Cartelli per segnalare l’archeologia industriale
LUCCA. Un cartello finalmente apposto dal Comune indica l’ex Jutificio Balestreri che, inaugurato nel 1880, dette inizio al processo di industrializzazione nel nostro comune, trasformando anche...
LUCCA. Un cartello finalmente apposto dal Comune indica l’ex Jutificio Balestreri che, inaugurato nel 1880, dette inizio al processo di industrializzazione nel nostro comune, trasformando anche visibilmente il paesaggio nella zona di Ponte a Moriano.
La segnaletica sulla statale del Brennero, angolo via Dinelli, consente ora di scoprire ai più l’esistenza di un bene culturale ignorato.
La Repubblica Lucchese costruì il Pubblico Condotto da Ponte a Moriano fino all’Ozzeri (passando per la città: via dei Fossi) nel secolo XIV.
Quattro secoli dopo un imprenditore genovese, Emanuele Balestreri, inaugurò il primo Jutificio italiano a ciclo di lavorazione completo utilizzando e implementando la forza motrice idraulica fornita dal Condotto, lo seguì Niemack che spostò la sua fabbrica di filati Cucirini dalla Città all’Acquacalda, unendosi poi ai Cantoni (Fifc) e infine agli scozzesi Coats (Ccc).
Più a nord, al Piaggione, utilizzando direttamente l’acqua del Serchio, il genovese Sciaccaluga dette vita a un Cotonificio e costruì un villaggio operaio.
Una storia che sarà illustrata nel Museo della città.
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