Trattativa privata per alienare le azioni Salt
La Provincia vi ricorrerà se andrà deserta l’asta del 10 dicembre. Ok alla vendita del pacchetto Sat
LUCCA. Se andrà deserto anche il secondo tentativo di asta, previsto per il prossimo 10 dicembre, le azioni della Salt che la Provincia ha deciso di alienare saranno vendute con trattativa privata.
La decisione è stata ratificata l’altroieri dal consiglio provinciale, sulla base di una determinazione della giunta: un passaggio, quello nell’assemblea, voluto dall’organo esecutivo come elemento di maggiore trasparenza. E anche sulla base di una sentenza della Corte dei conti del Veneto che indirizza gli enti a espletare una trattativa privata solo dopo l’approvazione di una delibera apposita. Il pacchetto Salt che la Provincia ha deciso di mettere sul mercato è di 1.640.000 azioni: secondo quanto ribadito anche in quest’ultima deliberazione, nella trattativa privata non si potrà andare al di sotto del prezzo “periziato”, stabilito in 4,60 euro ad azione. Il che porterà Palazzo Ducale a incassare, se si troverà un acquirente, almeno 7 milioni e mezzo di euro. Con la delibera dell’altroieri è stato deciso anche di vendere parte delle azioni della Provincia in Sat, la società che gestisce l’aeroporto Galilei di Pisa, con il mantenimento dello 0.10% del pacchetto azionario. In questo caso, visto che Sat è quotata in borsa, la giunta potrà decidere di procedere, oltre che con bando pubblico, anche con vendita attraverso il canale bancario o un intermediario specializzato.
A tuonare contro la vendita delle azioni Salt è il consigliere provinciale di Forza Italia Maurizio Marchetti, che parla di «una Provincia sull’orlo del dissesto». Marchetti, da sempre contrario all’alienazione, se la prende anche con la trattativa privata «per una serie di motivi: queste azioni producono dividendi rilevanti, perché non è il caso di svendere il patrimonio generale, e anche in considerazione del fatto che il presidente della Provincia è dipendente Salt».
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