Il Tirreno

Lucca

Raddoppiati in un anno i casi di infezione da Hiv

I malati sono in gran parte maschi arrivati in ospedale in fase già avanzata Il dottor De Gennaro: «Il contagio avviene quasi esclusivamente per via sessuale»

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LUCCA. In un anno sono raddoppiati i casi di infezione da Hiv in tutta la provincia. 17, in particolare, sono stati i nuovi casi riscontrati nel 2013, più del 50% rispetto a quelli del 2012. In maggioranza maschi, età media 40 anni, la gran parte di loro si è presentata in ospedale già in fase avanzata di malattia, senza aver ancora mai fatto il test.

I dati dell’Azienda sanitaria locale parlano chiaro: la diffusione dell’Aids è tutt’altro che diminuita. Se n’è parlato nella conferenza stampa di presentazione di “Ultim’ora”, il progetto promosso nelle scuole della Lucchesia e della Versilia dal Ceis, in collaborazione con le Asl 2 e 12, la Provincia, i Comuni di Lucca e Capannori e altri enti. L’iniziativa – imperniata su prevenzione e informazione - è arrivata alle fasi conclusive e in occasione della Giornata mondiale della lotta all’Aids, lunedì, verranno ripercorsi tutti i suoi passaggi e saranno premiati gli studenti che vi hanno preso parte durante una cerimonia nella sala Tobino a Palazzo Ducale.

«La prevenzione - sottolinea Michele De Gennaro, medico del reparto infettive dell’ospedale di Lucca – è l’arma più importante per impedire che l’Hiv s’insinui nella nostra vita. Se le moderne terapie garantiscono una buona qualità di vita dei pazienti, ciò non significa che bisogna abbassare la guardia. Proprio l’accesso tardivo al test e l’aumento dei casi dimostrano la scarsa percezione del rischio: un fenomeno allarmante, perché l’insufficiente conoscenza della misure preventive rimane un fattore determinante nella diffusione della patologia».

Nell’ultimo decennio, informa il medico, è cambiato in maniera significativa il tipo di trasmissione. «Oggi – prosegue – il contagio avviene quasi esclusivamente per via sessuale, con la modalità eterosessuale che è la più frequente. Questo vuol dire che l’Hiv può interessare chiunque. Ancora oggi un numero consistente di soggetti arriva tardi ad avere una diagnosi, quando la malattia è già conclamata. Il che significa anche un costo maggiore per la collettività: ogni malato costa da 6 fino a 10mila euro all’anno».

De Gennaro ricorda come nell’ambito dei nuovi casi riscontrati nel 2013 molte infezioni sono recenti. «Il virus – spiega – circola attivamente, trasmesso attraverso persone che non sono consapevoli di essere sieropositive e che hanno rapporti sessuali non protetti in relazioni promiscue. Non bisogna aver paura di sottoporsi al test per il quale – è bene ribadirlo – viene sempre e comunque garantito l’anonimato. E uno dei principali problemi è che si arriva tardi a sottoporsi al test anche per paura di essere discriminati e per ignoranza».

Paola Taddeucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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