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Il Pd non si accontenta «Proroga a fine anno»

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BAGNI DI LUCCA. Sul “pasticciaccio” della Tares va all’attacco il Pd. I democratici sostengono che «tra l'altro i documenti pervenuti a domicilio sono anche pieni di errori materiali di composizione,...

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BAGNI DI LUCCA. Sul “pasticciaccio” della Tares va all’attacco il Pd. I democratici sostengono che «tra l'altro i documenti pervenuti a domicilio sono anche pieni di errori materiali di composizione, e questo la dice lunga sull'azienda che gestisce la riscossione dei tributi. Il Comune ha provveduto in questi giorni a differire la scadenza, ma questo non basta».

Il Pd di Bagni di Lucca chiede infatti un ulteriore prolungamento, almeno fino al 31 dicembre. «Si riscontra - spiega il locale circolo Pd - infatti che si sono accumulati considerevoli ritardi nella consegna della posta e che tutto questo caos viene a coincidere col mese di dicembre che è già pieno di scadenze come il saldo Imu per le seconde case o l'acconto Irpef. Ma la grande denuncia è quella che viene rivolta agli amministratori che a detta del PD dovevano gestire meglio questa circostanza evitando il vero e proprio ingorgo che si è creato. Infatti la risoluzione n.9/DF del 9/9/2013 consente ai Comuni di posticipare al 2014 il versamento di una o più rate della Tares 2013. Il secreto Imu inoltre, dava ai Comuni la possibilità di riesumare anche per quest'anno la Tarsu. Il fatto grave è che gli amministratori non si sono avvalsi di queste possibilità, costringendo buona parte dei cittadini a richiedere il rateizzo direttamente all'ufficio dopo aver fatto delle lunghe code allo sportello».

Ma il nocciolo della questione, denunciano i rappresentanti del Pd locale, è che l'amministrazione «ha rescisso il contratto con Sistema Ambiente senza avere all'orizzonte una soluzione di riserva. Ancora non è in grado di dirci quale ditta effettuerà il servizio nel prossimo 2014. Inoltre ha avviato un lungo e costoso contenzioso con la Ditta appaltatrice il cui esito è ancora incerto. Di sicuro è che le spese legali le dovranno pagare i cittadini, come anche l'elevato costo dell'attuale servizio».

Per il PD insomma, c'è bisogno di rivedere il programma nella sua interezza e per questo motivo pone dei quesiti a coloro che amministrano la cosa pubblica: «non è uno spreco effettuare tre raccolte settimanali nei paesi di montagna nei mesi invernali, vista la scarsità di popolazione? E problema ben più importante: che fine hanno fatto le promesse elettorali? Non era stato sbandierato di voler fare la raccolta differenziata porta a porta? Si sta lavorando in questo senso oppure ci troviamo di nuovo davanti a degli amministratori non all'altezza del loro ruolo?».

Rossana Federighi

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