Il Tirreno

Lucca

Tassa di soggiorno Federalberghi è sul piede di guerra

di Barbara Antoni
Tassa di soggiorno Federalberghi è sul piede di guerra

Bonino: va abolita, tanto i soldi non vanno in promozione Tuccori: disposti a rivedere i termini con gli addetti ai lavori

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LUCCA. Lo scontro è al calor bianco sulla tassa di soggiorno. «L’ennesima tassa che non va dove deve andare», sbotta il presidente di Federalberghi Pietro Bonino. E più che rabbia, la sua è amarezza, perché «non è giusto essere presi in giro. Ci siamo sentiti dire che i soldi incassati dalla tassa di soggiorno non sono stati investiti sul turismo. Una faccenda all’italiana, noi albergatori ci sentiamo becchi e bastonati. E con l’amaro in bocca perché non tutti potrebbero averla pagata. Cosa si fa per la promozione? Ci è stato spiegato che si è fatto un cartellone di eventi. Ma il punto informazioni di porta Santa Maria è stato di nuovo chiuso. E Itinera, se non ha soldi da investire in promozione, tanto vale sia smantellata».

Le considerazioni di Bonino arrivano a seguito di un incontro che Federalberghi ha chiesto all’amministrazione per fare il punto sulla tassa di soggiorno a due trimestri dalla sua istituzione. In sei mesi l’incasso è stato sui 400mila euro, meno del previsto. «Di questi soldi - continua Bonino - non una minima parte è stata destinata a iniziative di promozione turistica nonostante le rassicurazioni date a suo tempo. Per questa ragione – prosegue – chiediamo oggi, più convinti che mai, che la tassa di soggiorno venga eliminata, visto che è inutile per la categoria costretta a sottostarvi. In alternativa, se l’amministrazione deciderà di proseguire su questa strada, domandiamo la creazione in tempi rapidi di un organismo che comprenda anche le associazioni di categoria per decidere come e quando utilizzare gli incassi del balzello. Questa tassa è stata pensata in modo sbagliato: chiediamo che venga quantomeno rimodulata in tutti i suoi aspetti, dietro concertazione con gli operatori».

«Il fatto - spiega l’assessore al turismo Massimo Tuccori, in carica da agosto - è che per legge la destinazione di tassa di scopo è generica. Non c’è una destinazione esatta di entrata e uscita. Può darsi che i proventi dalla tassa siano andati a finanziare l’ufficio turismo del Comune, con un bilancio di 125mila euro nel 2013, o che siano serviti per una strada. Quello del turismo è un concetto esteso, che va dalla promozione al decoro all’accoglienza e alla vivibilità della città in gene».

E a fronte della genericità della legge, quando la tassa di soggiorno è stata istituita, non sono stati fissati accordi su carta relativamente a precisi utilizzi e destinazione dei relativi proventi. Solo un impegno politico, che però oggi viene surclassato dalla normativa vigente. Tuccori si dice però disposto a trovare una giusta mediazione. «Cercheremo di rivedere il meccanismo della tassa di soggiorno - sottolinea - e lo faremo con le associazioni di categoria. Riparleremo dell’applicazione della tassa. Ad oggi stiamo lavorando sui numeri,vogliamo capire come migliorare l’applicazione della tassa di soggiorno. E dobbiamo capire perché le entrate sono minori di quelle che avevamo previsto: stiamo lavorando anche per scoprire se le entrate ridotte sono causate da mancati versamenti o da fenomeni di abusivismo. Con gli albergatori non faccio polemica: dico loro che abbiamo gli stessi interessi. Se rimoduleremo la tassa lo faremo con loro. Vorrei sottolineare che di soldi alla promozione ne abbiamo destinati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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