Il Tirreno

Lucca

Cifre salatissime ed errori Rivolta contro la Tares

di Chiara Lammari
Cifre salatissime ed errori Rivolta contro la Tares

Cittadini in fila a Bagni di Lucca per protestare dopo l’arrivo della quarta rata E c’è chi si è visto arrivare una bolletta per una casa venduta sei anni fa

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BAGNI DI LUCCA. Decine di persone accalcate dentro la sede del Comando dei vigili urbani, dove si trova pure l’Ufficio Tributi, e una piccola folla all’esterno dello stabile con un numero in mano. Si è presentata così, ieri mattina, la piazzetta antistante il Palazzo comunale dove i cittadini, sin dalle prime ore del mattino, si sono messi in fila per avere chiarimenti o contestare l’ultima rata della Tares in scadenza al 30 novembre 2013.

Troppo alto il saldo da pagare, tanti gli aumenti inattesi, pochi gli sgravi per le famiglie numerose, errori nel calcolo dei metraggi abitativi: queste le argomentazioni della maggior parte delle rimostranze. A parlare per prima una cittadina di Lugliano: «Vivo con mia madre e sono a suo carico – spiega –. Oltre a quello che abbiamo già versato, con quest’ultima rata ci hanno chiesto altri 316 euro. È un’esagerazione, inutile girarci intorno. Oltretutto attraverso questa tassa noi paghiamo anche il costo dell’illuminazione pubblica e della pulizia delle strade ma in realtà non godiamo di questi servizi nella zona in cui abitiamo».

In fila per protestare anche Renata Caselli, una signora residente a Marlia il cui marito ha ereditato dal padre una stanza in uno stabile situato nei pressi del rifugio Casentini: «Sono costretta a pagare 200 euro per una manciata di metri quadrati. Veniamo quassù due volte l’anno e mi pare ingiusto dover versare così tanto. Viene voglia di sigillare il locale».

A essere preoccupati soprattutto i capifamiglia dei nuclei numerosi: «Noi siamo in sei – spiega una mamma – e dopo tre rate da 100 euro, ne è arrivata una da 400 per un totale di 700 euro complessivi: quasi tre volte quello che abbiamo speso l’anno scorso. Ma i metri quadri della casa sono sempre quelli da 25 anni a questa parte, non è cambiato assolutamente nulla da questo punto di vista. La spazzatura è giustissimo pagarla, ci mancherebbe altro, ma così è troppo. Avrebbero dovuto tener conto maggiormente dell’Isee».

In fila anche chi ha riscontrato errori nel calcolo del metraggio come Gabriele Rinaldi che si è trovato in addebito (solo nell’ultima richiesta di pagamento e non nelle precedenti) una casa venduta nel 2007 e perciò da anni regolarmente registrata a nuovo nome. Per quanto riguarda i commercianti in molti come Ilario Cassai (proprietario del Ristorante del Sonno) e Ester Moda non hanno ancora ricevuto la cartella; altri hanno dovuto invece far i conti con un vero e proprio “salasso”; altri ancora come Massimo Lena «si aspettavano molto peggio rispetto a quello che in definitiva è arrivato». Il Comune nel frattempo, per venir incontro alla popolazione, sta varando una serie di misure per rateizzare il saldo dell’ultima rata e posticipare il pagamento.

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