Il dolore
Telefonia, la protesta del comitato
«Se non si rivede l’ubicazione dell’antenna scendiamo di nuovo in strada»
MARLIA. Dall'assemblea pubblica tenutasi nella sala consiliare dell'ex circoscrizione di Marlia in piazza del Mercato, il comitato di Marlia contro il ripetitore per la telefonia mobile di nuova tecnologia 4G e Umts prende posizione per una eventuale linea dura. Nella serata è stato mostrato al pubblico un filmato di circa venti minuti sullo studio del fenomeno delle emissioni delle onde elettromagnetiche sia da antenne ripetitori che dagli stessi telefonini, i danni che queste provocano sull'uomo e specialmente sui bambini e le leggi che ne disciplinano la collocazione e l'uso. A commentarlo e dare ulteriori spiegazioni è stato il ricercatore in bioelettromagnetismo Claudio Romani. «Noi siamo pronti a presentare le nostre osservazioni al comune di Capannori – afferma Silvia Moschini portavoce del Comitato del No all'antenna allo stadio di Marlia – che riguardano soprattutto che il posto scelto è un sito non idoneo in quanto la zona presenta nuclei abitativi ed il campo sportivo vede tutti i giorni centinaia di ragazzi che svolgono allenamenti di calcio per la società marliese. Poi la c’è già inquinamento ambientale da polveri sottili, acustica, congestionamento da traffico veicolare tra autovetture e mezzi pesanti. Tutti fattori che da tempo tengono in allarme per la salute degli abitanti ed ora aggiungere un nuovo elemento quello delle onde elettromagnetiche è la classica goccia che fa traboccare il vaso. Nelle osservazioni, che presenteremo stamani all’ ufficio protocollo del comune di Capannori assieme a quasi 400 firme di cittadini sensibili ai problemi legati alla salute, spieghiamo anche che non tocca a noi fornire il posto dove il ripetitore deve essere ricollocato, né fare proposte di altre aree, perchè questo è compito dell'amministrazione che ne dovrà anche monitorare le emissioni elettromagnetiche degli impianti. Inoltre una volta consegnata la nostra lettera di osservazioni abbiamo chiesto di avere risposte entro la metà di dicembre. Altrimenti la nostra protesta assumerà toni più decisi con azioni mirate e visibili. Come scendere di nuovo in strada, sul viale Europa, con cartelli e striscioni per diffondere il nostro disagio». (m.r.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google