Italia
Sfondano il muro per rubare champagne
Colpo nel magazzino di bevande «Dieffe» ad Altopascio. Suona l’allarme e i ladri fuggono con 40 bottiglie di Dom Perignon
ALTOPASCIO. Armati di cesoie, picconi e mazze dapprima tagliano la rete di recinzione, poi sfondano il muro esterno del magazzino e una volta dentro fanno razzia di bottiglie di champagne. Ma il colpo, in pratica, finisce lì. C’è soltanto il tempo di arraffare il denaro contenuto nel registratore di cassa - poco meno di mille euro - e allontanarsi in fretta nell’oscurità. Perché il sistema d’allarme, collegato con le forze dell’ordine e la polizia privata, entra in funzione e li costringe a dileguarsi nell’oscurità. È il decimo furto su commissione in vent’anni di attività al magazzino di liquori e bevande «Dieffe» in via Roma ad Altopascio gestito da Franco «Franky» D’Alessandro che abita a due chilometri di distanza dal deposito. Cinque minuti dopo che il suono della sirena aveva fatto partire l’antifurto, si è precipitato sul posto. Erano trascorse da poco le 4 del mattino e D’Alessandro ha rinvenuto a terra gli attrezzi da scasso usati dalla gang: mazze, picconi, grimaldelli. Attrezzatura sequestrata dai carabinieri di Altopascio che hanno effettuato i rilievi alla ricerca di elementi utili ai fini investigativi. Sembra però che i malviventi indossassero i guanti al momento di entrare in azione.
Tre banditi. Dalle immagini delle telecamere si notano tre individui con il volto coperto da un cappuccio o un passamontagne intenti ad arraffare delle bottiglie di spumante dopo aver praticato un foro nella parete esterna ed essere penetrati nel deposito di liquori e spumanti. A giudicare dalle immagini della videosorveglianza il terzetto sceglie con cura i prodotti da trafugare. E visto che il Natale bussa alle porte cosa c’è di meglio di un regalo prestigioso come una bottiglia di champagne. Così i malfattori si dirigono verso le casse di Dom Perignon e Moet et Chandon e s’impossessano di una quarantina di bottiglie per un valore che supera i 4mila euro. Passano pochi minuti e la sirena del sistema d’allarme entra in funzione. I ladri fanno in tempo a prendere il denaro nel registratore di cassa dell’ingrosso di bevande e a dileguarsi lasciando a terra gli attrezzi del mestiere.
Parla il titolare. «Rispetto a 7-8 anni fa - racconta Franky D’Alessandro - mi è andata pure bene. In passato avevano sfondato la parete e oscurato le telecamere prima di impossessarsi di casse di cognac, whisky e champagne per 35-40mila euro. Stavolta l’antifurto li ha fatti desistere tanto che hanno lasciato lì gli arnesi da scasso. Saranno analizzati dalla scientifica dei carabinieri sperando di trovare qualche traccia anche se ormai i ladri si sono fatti furbi e usano i guanti in lattice prima di entrare in azione».
I precedenti. L’ultima volta che la «Dieffe» subì un furto su commissione risale al gennaio 2008. Per mettere a segno il colpo i ladri s’improvvisarono acrobati. Alle 3 del mattino sfondarono una porta sul retro del capannone accanto al deposito di bevande e una volta all’interno salirono sino al primo piano. Lì, dopo alcuni tentativi, spaccarono una parete all’altezza di un soppalco dove si trovavano liquori e champagne delle marche più prestigiose. Poi si calarono all’interno del magazzino portandosi dietro delle lunghe scale e andarono ad oscurare le telecamere a circuito chiuso sistemate in azienda e collegate con l’allarme. A quel punto iniziarono ad ammassare gran parte della merce sui pancali con l’intenzione di caricarli su un furgone e fuggire. Ma a far fallire, almeno in parte, il loro piano fu un cagnolino che, uditi i colpi, iniziò ad abbaiare svegliando la padrona che telefonò ai carabinieri».(l.t.)
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