Il Tirreno

Lucca

S. Luca, scontro Tambellini-Baccelli

di Nadia Davini
S. Luca, scontro Tambellini-Baccelli

Posizioni divergenti tra i due amministratori nel confronto con i residenti. L’ospedale aprirà senza la nuova viabilità

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LUCCA. Più che Attila, la perturbazione che è venuta dal Nord, ci ha pensato il presidente della Provincia Stefano Baccelli a creare un imbarazzato gelo, il grande freddo, nel corso dell'incontro tra il comitato Lucca Est e gli amministratori locali, che si è tenuto lunedì sera alla Croce Verde per discutere delle questioni legate al nuovo ospedale.

Un intervento nel quale, di fronte al sindaco Tambellini e a una folta platea, Baccelli si è smarcato dalle assunzioni di responsabilità legate alla costruzione del San Luca e, anzi, inchiodando a queste il primo cittadino e l'intera amministrazione.

Di fronte alle contestazioni del comitato, relative soprattutto a viabilità, traffico, impatto acustico, aree a verde e problema urbanistico, differenti anche sul piano strettamente politico sono state le posizioni di Tambellini e Baccelli.

Mentre quest'ultimo ha denunciato assurdità, contraddizioni e responsabilità, dicendo che chi ha fatto male dovrà risponderne, al primo cittadino non è restato altro che ammettere un sistema di problematiche, molte delle quali ereditate e non ancora risolte, sempre più impellente.

Finendo per ufficializzare quello che in molti già sapevano: il nuovo ospedale aprirà senza la nuova viabilità. Per quella ci sarà da aspettare, se tutto andrà bene, un altro anno.

Intanto il comune ha commissionato uno studio sui flussi di traffico per strutturare al meglio gli interventi e i dati saranno sul tavolo dell'assessore Francesca Pierotti a inizio dicembre.

Sarà quello il momento per entrare nel concreto del piano di rotatorie e sensi unici, mentre i lavori per la nuova strada di collegamento da via di Tiglio alla parte est del San Luca fino alla via Romana partiranno a ospedale già aperto. Quando, cioè, in quell'area si starà già vivendo un'intensificazione del traffico e un congestionamento della viabilità.

Prove tecniche di congelamento, si diceva. Tra cittadini e amministrazione e tra i due stessi esponenti di Comune e Provincia. Da una parte, infatti, il presidente Baccelli ha elencato errori e mancanze, anche politiche, puntando il dito, soprattutto, sulla questione della viabilità incompleta e degli accessi inadeguati al nuovo ospedale, sottolineando poi la mancanza di parcheggi (quelli esistenti bastano per i dipendenti dell'Asl, senza considerare, però, i lavoratori dei servizi non sanitari) e l'indisponibilità a realizzare accanto all'Itis Fermi una collinetta (come quella presente al San Luca) per limitare l'impatto acustico.

Dall'altra il sindaco Tambellini ha ribadito la sua intenzione ad andare avanti (anche perché, ormai, non può essere fatto diversamente), consigliando di lasciare da parte il passato, per concentrarsi invece sulle necessità attuali, partendo dallo stop al consumo di territorio.

E in mezzo ci sono loro, i cittadini. Di San Filippo, dell'Arancio, di Antraccoli, di Mugnano.

Che battono i piedi per quanto riguarda la viabilità, prospettando un futuro invivibile per tutto il quartiere, per il traffico, per l'impatto acustico e per la questione urbanistica, visto che nell'area del nuovo ospedale (Utoe 2) è stato costruito più del consentito.

Migliora, invece, la situazione idrogeologica e su questo il comitato ha fatto i complimenti a Provincia e al commissario del Consorzio di Bonifica Auser Bientina, Ismaele Ridolfi, presente anche lui in assemblea.

«Da ora in poi – spiega Alessandro Di Vito del comitato – gli amministratori non possono dire che non sapevano. Questa zona è al collasso: nel piano urbanistico del 2002 si diceva che nell'Utoe 2 le costruzioni di tipo industriale potevano arrivare fino a 37mila metri quadrati. E invece ad oggi si estendono per ben 110mila metri quadrati.

«Dobbiamo lavorare in modo corretto anche per quanto riguarda la questione della viabilità: nel documento del 2005 sulla valutazione dell'impatto ambientale c'era scritto che il nuovo ospedale sarebbe stato in grado di garantire un adeguato livello di accessibilità all'area prescelta, che avrebbe richiesto delle valutazioni di dettaglio per quanto riguarda l'assetto viario e che avrebbe costituito un fattore di riequilibrio dell'assetto viabilistico». La domanda a questo punto è d'obbligo: come siamo messi su questi fronti? E che succede se questi punti non vengono rispettati?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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