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Servono 100 letti per i post-acuti
Li chiede il presidente dell’Ordine dei medici, l’Asl lavora per attivarne subito 8 al Campo di Marte
LUCCA. Quattro posti nella residenza Il Sole di Altopascio, 9 (che diventeranno 14 a gennaio-febbraio) alla Casa della salute di Marlia. Sono gli unici letti attualmente a disposizione nel distretto Piana di Lucca per i pazienti post acuti, i dimessi dall’ospedale che non sono ancora pronti per tornare a casa.
Ai quali potremmo aggiungere i 7 posti dell’hospice San Cataldo di Maggiano per i malati oncologici e i 5 letti, sempre a Maggiano, per chi si trova in stato vegetativo.
Sono numeri palesemente insufficienti in vista dell’apertura dell’ospedale per acuti a San Filippo e l’urgenza di attivare anche al Campo di Marte un’ospedale di comunità deve trovare risposta quanto prima da parte dell’Asl 2.
Il direttore generale Antonio D’Urso nel corso della visita del governatore Enrico Rossi, ha ribadito la volontà di allestire trenta posti letto nell’ospedale di comunità, ma non ci sono certezze sui tempi.
E mentre mancano poco più di due mesi all’apertura del nuovo ospedale non si è ancora dato concretezza all’ipotesi di creare una serie di posti letto al Campo di Marte prima dell’apertura del San Luca.
«Stiamo lavorando - dice il dottor Luigi Rossi, responsabile della zona distretto della Piana - per allestire una prima tranche di 8 posti letto nei locali ex pneumologia».
In ogni caso quando l’ospedale di comunità andrà a regime i posti letto complessivamente saranno una cinquantina.
«A mio giudizio sono insufficienti per tutta la popolazione della Piana - dice il dottor Umberto Quiriconi, presidente dell’ordine dei medici -. Credo che ce ne vorrebbe il doppio, coprendo anche altre zone come quella di S. Alessio e l’Oltreserchio».
Un numero però impossibile per l’Asl. Spiega il dottor Rossi: «Questi sono letti per pazienti usciti dalla fase acuta, già stabilizzati e che hanno ancora bisogno di cure prima di tornare a casa. Non parlerei di numeri, ma piuttosto del modo in cui questi posti verranno utilizzati. Tenendo sempre presente che la degenza massima non dovrebbe superare i 15 giorni».
L’ospedale di comunità vedrà attori principali i medici di famiglia, che vi sposteranno anche i propri ambulatori.
«Proprio così - afferma il dottor Quiriconi - personalmente l’ho già fatto a Marlia, dove siamo in 8. A Lucca il numero dovrà essere maggiore. In ogni caso credo che per attuare una riforma del genere sia necessario investire, non si può fare a costo zero, c’è bisogno anche di infermieri».
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