Italia
«Un’ora di ritardo ma la Lazzi non paga i dovuti rimborsi»
LUCCA. Ancora una protesta del comitato pendolari della Lucca-Firenze, stavolato in merito al disservizio Lazzi-Vai Bus-Ctt Nord del 16 ottobre in cui la direttissima Lucca-Firenze delle 7.55 è...
LUCCA. Ancora una protesta del comitato pendolari della Lucca-Firenze, stavolato in merito al disservizio Lazzi-Vai Bus-Ctt Nord del 16 ottobre in cui la direttissima Lucca-Firenze delle 7.55 è arrivata con oltre un’ora di ritardo.Di quest'ora, 40 minuti «sono imputabili alla Lazzi per sosta prolungata alla stazione di Lucca per cause di sua organizzazione; 20 minuti per traffico al casello di Firenze - dice il comitato -. Stante la carta dei servizi, per ritardi maggiori di 30 minuti imputabili alla Lazzi, la stessa dovrebbe rimborsare gli utenti. La Lazzi sostiene che il ritardo imputabile a lei è inferiore a 30 minuti senza però darne evidenza alcuna all'utenza».
Per il comitato la normativa impone a Lazzi-Vai Bus «di porre in essere tutte le cautele necessarie affinché il servizio offerto e pagato dal contraente consumatore sia esente da ogni anomalia. Qualora e per qualsiasi motivo, invece, si dovessero verificare disguidi la legge impone l'inversione dell' onere probatorio ovvero è dovere di Lazzi-Vai Bus provare di aver fatto di tutto per evitare l'insorgere di qualsiasi disguido».
Al comitato non pare «né che Lazzi abbia fatto di tutto per evitare il ritardo, né abbia dato evidenze a supporto nella risposta che ha fornito all'utenza con cui sostiene che il ritardo imputabile all'azienda Vai Bus è di poco inferiore ai 30 minuti. Quindi o Lazzi-Vai Bus fornisce le evidenze a quanto scrive fornendo dimostrazione di quanto asserisce (copia orari transiti da casella, in cui si veda orario ingresso a Lucca e uscita a Peretola) oppure dà i rimborsi dovuti all'utenza».
Il Comitato Vai bus resta in attesa di sollecito riscontro anche a tutela dell'utenza pendolare.
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