La manifestazione
Sfrattata dal parroco La Campagnola rischia di sciogliersi
Dopo i danni del terremoto, i locali servono alla chiesa E la banda di Marlia non ha più una sede per le prove
MARLIA. Ultimi giorni della banda spettacolo La Campagnola di Marlia? Sembra proprio di sì e che il paese di Marlia perda un pezzo ultracentenario della sua storia.
Infatti La Campagnola, 108 anni il prossimo 1° dicembre, da domani dovrà forzatamente lasciare i locali della chiesa adiacenti alla Cappellania delle suore, adibiti per 70 anni a sala prove.
A spiegare tutto questo, è il direttivo del gruppo musicale marliese in una conferenza stampa tenuta nella sala consiliare dell'ex circoscrizione 1 in piazza del Mercato.
«Lo sfratto ci è stato comunicato – afferma il presidente della banda Moreno Paolini – tramite lettera pervenuta da uno studio legale in cui si spiega l'impellente necessità, da parte di don Calloni e della comunità parrocchiale, di rientrare in possesso del vano da noi occupato. Che verrà adibito, con buona probabilità, alle funzioni religiose. Ciò in conseguenza della scossa sismica che ha reso inagibili i luoghi di consueta celebrazione. Verranno effettuati lavori di pulizia e messa a norma degli impianti con conseguente distacco delle utenze.
«Quindi ci vediamo costretti a trasferire il tutto, ammassando strumenti e quant'altro, nel magazzino box della struttura del mercato, trovandoci così nell'impossibilità di fare prove e senza quelle la banda si vedrà costretta a chiuderà i battenti».
La diatriba tra il parroco don Fulvio e La Campagnola va avanti da tempo con tira e molla, proposte di una nuova sede fatte anche dal consiglio della chiesa e dal parroco stesse poi non sviluppate per vari motivi. E si era protratta sino alla definitiva lettera dell'avvocato del 25 ottobre scorso. La Campagnola più volte si era rivolta anche all'amministrazione comunale di Capannori incontrando sia il vice sindaco Luca Menesini che il sindaco Giorgio Del Ghingaro, ma ricevendo risposta negativa in quanto sul territorio non ci sono strutture idonee o libere, perfino andando ad incontrare il vescovo Italo Castellani.
Anche il “porta a porta” con gli stessi marliesi non è stato positivo e purechi aveva a disposizione un capannone chiedeva un affitto troppo alto per le possibilità della banda.
Il corpo musiciale marliese, che è un'assocazione di volontariato, è attualmente composto da una quarantina di musicanti, una ventina di allievi della scuola di musica e 34 majorettes. In questo 2013 ha fatto apprezzare la sua musica e portato il nome di Marlia in circa trenta località sia della Toscana con in Italia.
«Per oltre un secolo – conclude Paolini – la banda ha servito il paese in termini divulgazione della cultura musicale e di formazione dei giovani e al tempo stesso servito anche la chiesa con un scambio di presenza a tutte le celebrazioni importanti con la permanenza nella sede parrocchiale.
«Ed ora tutto questo andrà a morire, perchè senza prove, l'ultima è stata venerdì sera, non ci saranno più servizi e la gente piano piano si sposterà su altre bande e sarà la fine. Quindi rivolgiamo un appello a tutta la collettività affinchè non si faccia morire la banda spettacolo La Campagnola. Marlia non può perdere un gruppo che fa parte della tradizione folkloristica italiana».
Maurizio Rossi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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