Il Tirreno

Lucca

Le prime prescrizioni ventuno anni fa

di Barbara Antoni
Le prime prescrizioni ventuno anni fa

Nel 1992 gli architetti Bedini e Innocenti realizzarono schede sui negozi da tutelare. Poche le richieste ottemperate

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LUCCA. Risale al 1992 la prima stesura di un regolamento relativo a «insegne e vetrine di interesse storico artistico esistenti nella città murata, da conservare». Un regolamento corredato da un ulteriore fascicolo contenente una serie di esemplificazioni su come insegne, targhe e tende di negozi dovevano essere realizzate, con tanto di caratteri consigliati per le iscrizioni riportate. Un lavoro ampio e dettagliato, realizzato dagli architetti Gilberto Bedini e Laura Innocenti, professionisti esterni incaricati all’epoca dall’amministrazione comunale di redigere i due regolamenti. Le norme riportate nei regolamenti, viene chiaramente indicato nelle premesse, «hanno valore prescrittivo e si applicano in tutto il territorio comunale».

Un lavoro che, come ha spiegato la Soprintendenza, si rese necessario anche per fare ordine nel centro cittadino a seguito di alcuni interventi eseguiti su insegne e vetrine di negozi storici con troppa libertà.

Lo stesso studio - tolte poche schede - fu riproposto integralmente nel dicembre del 2000, durante il primo mandato dell’amministrazione guidata da Pietro Fazzi.

Con questo ulteriore tassello si ricostruisce la “storia” lucchese dei tentativi di ridare dignità al valore storico e artistico di tante insegne e vetrine che risalgono, in particolare, al periodo liberty, primo Novecento in generale.

Tentativi che però allo stato attuale risultano essere andati in porto solo relativamente. E il risultato è che - per un motivo o per l’altro - tanta parte delle insegne storiche per le quali era ritenuto necessario un restauro conservativo abbinato a interventi specifici (a seconda dello stato di conservazione dell’iscrizione o della vetrina o di alcune parti del negozio) sono rimaste tali e quali quelle che erano.

Tanto che oggi, l’attuale amministrazione si è impegnata a tornarci sopra. Non appena licenziati i due regolamenti in dirittura di arrivo - quello per arredo e decoro urbano e quello per la somministrazione - l’attuale assessore al commercio Giovanni Lemucchi ha affermato che sarà riveduta la normativa sulle insegne storiche, che sarà completato un censimento delle stesse.

Già nel 1992 del resto - a questo punto la bellezza di ventuno anni fa - nello studio degli architetti Innocenti e Bedini si affermava che «nel centro storico di Lucca si dovrà sempre tendere a una armonizzazione degli interventi in funzione dell’ambito urbano e dell’edificio in cui si collocano. Per l’intero fronte di ogni singolo edificio l’intervento dovrà essere omogeneo e coerente con il carattere stesso del fabbricato. In particolare - continuavano all’epoca i due architetti - dovrà perseguirsi tale criterio nelle piazze, piazzette, slarghi e incroci principali per i cui ambiti urani l’amministrazione comunale si riserva particolari piani di riassetto figurativo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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